Mobyt Ipo Collocamento Istituzionale

Mobyt ipo collocamento istituzionale

Gucci unisce gli show uomo e donna

Marchionne rilancia in Argentina

Rivoluzione alle sfilate: passerella unica a partire 017 dal 2017 ato Damato FF in MFF

Il gruppo Fca investirà 500 mln di dollari nello stabilimento di Cordoba Mondellini a pagina 12 Anno XXVII n. 066

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VERSO SOLUZIONE DI SISTEMA I DUBBI SULLE SOFFERENZE ARMANO LA SPECULAZIONE, RIUNIONE A PALAZZO CHIGI

Banche sotto attacco, arriva lo scudo • Altra giornata di fuoco a Piazza Affari: Banco (-8%) e Bpm (-6,5%) guidano i ribassi.

Il Ftse Mib perde il 3% • Renzi e Padoan convocano il governatore, i vertici Cdp, Guzzetti (Acri) e i banchieri Messina, Ghizzoni e Massiah • L’obiettivo è chiudere le partite aperte su sofferenze e aumenti di capitale con l’utilizzo di fondi e garanzie ad hoc • Ma i tecnici devono studiare meccanismi super blindati per evitare di incorrere nei niet dei burocrati di Bruxelles • La Cassa Depositi avrebbe partecipazione marginale nei veicoli ma potrebbe comprare titoli additional Tier 1

LE ABI EUROPEE AI REGOLATORI: TROPPO INSTABILI LE VOSTRE NORMATIVE (Buraschi, De Mattia, Gualtieri, Ninfole, Romano, Sabatini, Sironi e Soave alle pagg.

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Indice Ftse Mib (scala dx) Valore scambi (scala sx) 6000

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VALE 7-8 MILIARDI

INTERVISTA

A FIORENZUOLA

Eurofighter in Kuwait, per Finmeccanica l’ordine più ricco della sua storia

Btp Italia, richieste ferme a 3,7 mld Cannata (Mef): conviene perché è anti-deflazione

Autogrill apre il primo Bistrot in autostrada Attesi 2 milioni di clienti all’anno

(Zoppo a pagina 9)

(Cabrini e Godino a pagina 6)

(Vercesi a pagina 10)

FOCUS OGGI Il Fondo Italiano si divide in tre Come anticipato da MF, un veicolo investirà nelle imprese, un altro sarà dedicato ai fondi di private equity, il terzo ai venture Pira a pag.

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IL ROMPISPREAD Nei Panama Papers anche Jean-Marie Le Pen e altri fondatori del Front National. Volevano aiutare i panamensi a casa loro

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Mercoledì 6 Aprile 2016

PRIMO PIANO INCONTRO IERI A PALAZZO CHIGI TRA GOVERNO, BANKITALIA, CDP, FONDAZIONI E ISTITUTI

Soluzione di sistema per le banche L’obiettivo è chiudere le partite aperte su sofferenze e aumenti di capitale, attraverso l’uso di fondi e garanzie.

Ma ci sono ostacoli tecnici da superare. Allo studio l’acquisto da parte di Cdp di titoli AT1 di Filippo Buraschi e Francesco Ninfole

G

overno, Bankitalia, fondazioni, Cdp e banchieri si sono incontrati ieri a Palazzo Chigi per trovare una soluzione definitiva in materia di sofferenze e aumenti di capitale delle banche, in una giornata in cui i titoli degli istituti hanno perso in media un altro 4,1% a Piazza Affari (si veda tabella in pagina per i singoli titoli).

Al vertice, introdotto dal premier Matteo Renzi, hanno partecipato il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, il governatore di Bankitalia Ignazio Visco, i vertici di Cassa Depositi e Prestiti Claudio Costamagna e Fabio Gallia, il presidente dell’Acri, Giuseppe Guzzetti (socio della Cassa) e i vertici dei maggiori istituti tra i quali Federico Ghizzoni di Unicredit, Carlo Messina di Intesa Sanpaolo e Victor Massiah di Ubi Banca.

Dall’incontro è emersa la volontà di spazzare via i dubbi degli investitori che persistono sulle banche italiane. Il tema centrale è quello dei crediti deteriorati. L’Italia è uno dei Paesi con il più alto livello di sofferenze lorde rispetto ai prestiti totali, anche se le coperture sono superiori alla media e ci sono garanzie a protezione degli incagli.

Però la pressione dei mercati sugli istituti non si dirada, così le autorità italiane stanno cercando una soluzione definitiva. Non è facile trovarla per i stringenti vincoli europei sugli auti di Stato. È stata varata la garanzia sulle cartolarizzazioni (Gacs), ma produce effetti limitati e non è risolutiva. Da tempo si sta lavorando sulle riforme per una maggiore velocità nel recupero dei crediti dubbi: un elemento importante, spesso richiesto dai banchieri, ma che non produce significativi benefici immediati.

In questo scenario, i margini per una soluzione rapida sono ridotti.

Nulla è stato deciso nell’incontro di ieri, ma si iniziano a fare alcune ipotesi. La soluzione sarebbe complessiva e riguarderebbe più interventi da avviare in contemporanea, che per il momento si scontrano con ostacoli tecnici. La prima possibilità riguarda un veicolo che rileverebbe una parte delle sofferenze. Resta da definire la composizione del capitale (che dovrebbe essere in maggioranza costituito da azionisti privati) e i prezzi di trasferimento (che potrebbero provocare minusvalenze).

Il meccanismo potrebbe essere facilitato da garanzie della Cdp (non sarebbe la prima volta), che non dovrebbe avere invece un ruolo significativo nel capitale del veicolo, che altrimenti potrebbe incorrere in uno stop

di Bruxelles. Anche la Cdp ha vincoli interni, dovuti allo statuto e alla natura di struttura non bancaria.

Secondo alcune ipotesi, si sta ragionando anche sull’acquisto da parte della Cassa di titoli Additional tier 1 per rafforzare BANCHE IN PICCHIATA IN BORSA il capitale delle In euro banche, sul mo5 apr 16 var ieri Var 2016 dello di quanto fatto in passato Banco Popolare 4,91 -8,05 -61,67 dalla Caisse de Depots franceB Pop Milano 0,541 -6,56 -41,26 se. Un veicolo con garanzie (lo Ubi Banca 3,036 -5,89 -51,03 stesso oppure un altro separato) B Carige 0,54 -5,76 -57,21 potrebbe avere un ruolo anche Intesa Sanpaolo 2,212 -4,33 -28,37 negli aumenti di capitale, a cominB M.Paschi Siena 0,462 -3,81 -62,50 ciare da quelli di Popolare di ViUnicredit 2,924 -3,05 -43,06 cenza (garantito Federico Ghizzoni Carlo Messina GRAFICA MF-MILANO FINANZA da Unicredit, che vorrebbe uno slittamento dell’operazione a causa della situazione di mercato) e di Veneto Banca (garantito da Intesa Sanpaolo attraverso Banca Imi).

Il fondo interverrebbe in Vigilanza unica e, addirittura, partecipanti all’incontro di ieri di Angelo De Mattia caso di inoptato. Nel caso di del collegamento delle stesse rappresentano una seduta anVicenza, tuttavia, i tempi sono con la prospettazione di rischi tropomorfica degli istituti che, davvero stretti, visto che l’ausecondo voci circolate nelle scorse settimane e mai di decisioni gravi che verrebbero adottate anche mento è atteso per metà aprile.

seriamente smentite, sarebbero dovuti intervenire con riferimento al bail-in, non fanno che accreAl vertice di ieri si è parlato annelle tre realtà, assai differenti tra di loro per la ve- scere le preoccupazioni, i sospetti e le incertezze.

che di Mps e Carige. Si vedrà se rità, rappresentate dal Montepaschi, dalla Popolare Vi è dunque bisogno di chiarezza, nel presuppoi nuovi strumenti permetteranno di Vicenza e da VenetoBanca. Ma queste sono sol- sto che, innanzitutto informando adeguatamente una soluzione anche per l’istituto tanto inferenze, dal momento che si sono poi invia- il mercato, vi sia tutto da guadagnare in una fase genovese (alle prese con l’offerta ti messaggi informali dal versante governativo con che, invece, sta vivendo di sole vociferazioni.

del fondo Apollo, che però è coni quali si è voluto presentare l’incontro piuttosto Quanto alle operazioni, andrebbe scelta la via più siderata punitiva nella valutaziocome l’occasione di una generale panoramica sul sicura. Veramente, per esempio, è da considerane delle sofferenze dall’azionista sistema e le sue problematiche. Nei giorni scorsi, re superata l’ipotesi di un’aggregazione tra Ubie di controllo Malacalza) e senecomunque, si era intuito che per il rilancio di que- Montepaschi sulla base di specifiche condizioni se (rimasta senza partner dopo ste tre banche si progettava di creare un veicolo riguardanti la struttura del nuovo intermediario?

l’operazione Bpm-Banco). Le partecipato da Cdp, dai due principali istituti italia- Veramente gli aumenti di capitale deliberati, riaggregazioni con Mps sono blocni e da alcune fondazioni, che poi avrebbe potuto spettivamente, dalla Vicenza e da Veneto Banca cate, anche perché richiederebbedar luogo ad aggregazioni tra le stesse banche rica- potrebbero subire qualche intoppo per le condiro probabilmente un aumento di pitalizzate e rilanciate oppure no.

Per l’eventualità zioni dei mercati, forse più possibili per quello capitale, sulla scia dei parametri che se ne sia parlato, occorre dire che l’ipotesi della prima (garantito da un pool capitanato da utilizzati dalla Bce per il Banco informalmente circolata ècomunque, complessa, Unicredit) che per quello della seconda (garantito aggregato con Bpm.

Risultano sia per la configurazione degli interventi da parte da un consorzio capeggiato da Intesa) e, quindi, invece infondate le indiscrezioni del veicolo sia per la diversa condizione dei tre essere passibili di un rinvio? E a quali condiziodi ieri secondo cui la Bce avrebbe istituti; in più, sono in corso specifiche iniziative ni?

E quale sarebbe la posizione della Vigilanza chiesto più velocità nello smaltiper aumenti di capitale (riguardanti anche, come unica?

E il veicolo bancario farebbe scomparire mento delle sofferenze: da queaccennato, il Banco Popolare) che non si sa se e di colpo i problemi? Al di là del rigorismo molto sto punto di vista, tutto è fermo come sarebbero ricondotte all’eventuale nuovo spesso assurdo della Vigilanza unica, ora si spealle dichiarazioni del presidente progetto, che ancora una volta chiama in ballo rimenta come la tormentata trasformazione in spa Bce Mario Draghi che a gennaio la Cdp senza che di questa siano state definite la delle popolari tutto sommato era un’operazione aveva escluso nuove strette.

facile da compiersi; ma era chiaro che il bello - o missione e la specifica natura. Certo, la persistenza delle difficoltà delle banche il brutto - sarebbe venuto dopo, quando si sarebbe Per il momento restano ancora in borsa rende necessaria e urgente una decisio- stati chiamati a dare un senso coerente alla nuova molti nodi da sciogliere.

I tavoli ne. A tale situazione contribuiscono le persistenti forma giuridica di spa. C’è molto da fare, ma è preoccupazioni sulle sofferenze e le connesse maturo il tempo di rivedere i criteri della Vigitecnici sono partiti.

Di certo ieri potenziali difficoltà riguardanti le operazioni di lanza unica per evitare che questa ripeta l’attegè emersa la volontà di chiudere aumento di capitale soprattutto delle banche ci- giamento, assunto come metafora dell’austerità con una manovra complessiva tate, in un contesto europeo non favorevole per della politica economica ma valida anche per la le partite bancarie ancora aperte, il perdurare di un livello di tassi da deflazione, di Vigilanza, dei medici del ‘500 che praticavano che portano incertezza su tutto rischi geopolitici, di problemi gravi dal versante i salassi ai pazienti: la non riuscita della terapia il settore, come aveva osservadella sicurezza, di difficoltà del cambio dell’euro faceva loro ritenere che il salasso era stato esiguo to nei giorni scorsi Guzzetti.

con il dollaro. Il ritardo nell’apprestare una ri- e allora passavano a salassi molto più forti,fino a Anche Renzi, nel corso della sposta determinata ed efficace sembra aggravare che il paziente moriva, non per la malattia che si direzione del Pd di lunedì, avela situazione e riportare al centro dei problemi sarebbe dovuto curare diversamente, bensì per va spiegato che «il governo sta la questione bancaria, anche se il sistema non si dissanguamento.

In maniera più ravvicinata, riulavorando con Mef, Bankitalia trova in condizioni peggiori di altri, a cominciare nioni quali quella di ieri, se non sono seguite da e il rappresentante permanente da quello tedesco.

Le voci non confermate che chiare comunicazioni sulle ragioni delle stesse a Bruxelles per trovare una sosi ripetono sul rinvio di questa o quella ricapi- paradossalmente rischiano di aggiungere ulteriori luzione definitiva al problema talizzazione, a fronte dei termini imposti dalla elementi di confusione.

(riproduzione riservata) delle banche italiane». (riproduzione riservata) Claudio Costamagna, Pier Carlo Padoan e Fabio Gallia

Senza risposte certe il ko in borsa non si ferma

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Mercoledì 6 Aprile 2016

PRIMO PIANO GRANDI SOCI AL LAVORO SU UN ACCORDO DI CONSULTAZIONE CHE BLINDI IL 5% DEL CAPITALE

Bpvi, patto prima dell’aumento Ieri l’assemblea dell’associazione a Vicenza.

Oggi si riunisce il board Focus sulla tempistica dell’offerta di Luca Gualtieri

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entre la banca si prepara all’aumento di capitale da 1,5 miliardi in un clima di fibrillazione (oggi è in calendario un cda), c’è un crescente attivismo nel corpo sociale della Popolare di Vicenza.

Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, i grandi soci starebbero lavorando alla costituzione di un patto di sindacato sul 5% del capitale dell’istituto berico. L’obiettivo sarebbe quello di completare l’operazione prima del varo dell’aumento, in modo da garantire una governance stabile in una fase particolarmente delicata per la banca.

In cabina di regia c’è l’associazione Futuro 150, che raggruppa alcuni dei principali azionisti del gruppo berico e che oggi è proiettata verso l’8% del capitale. Proprio ieri a Vicenza, nella sede dell’associazione degli artigiani, la formazione si sarebbe riunita per fare il punto sul progetto e discutere delle prossime tappe.

«L’idea sarebbe quella di costituire almeno un patto di consultazione, ma probabilmente anche di voto, prima del lancio dell’aumento», spiega a MF-Milano Finanza Andrea Beretta Zanoni, docente di economia aziendale all’Università di Verona e portavoce del progetto.

Sulla ricapitalizzazione i grandi soci preferiscono non assumere posizioni di principio, come hanno fatto i loro omologhi a Veneto Banca: «Auspichia-

mo che l’operazione si faccia il prima possibile, per mettere in sicurezza la banca in linea con le indicazioni arrivate dalla Bce», spiega Beretta Zanoni.

È pur vero che non tutti gli associati hanno già deciso di aderire all’operazione e che dunque l’effetto diluitivo potrebbe essere consistente. Anche perché la struttura dell’operazione prevede che l’offerta sia riservata per il 45% agli attuali azionisti, per il 50% agli investitori istituzionali e per il 5% al retail, anche se l’eventuale inoptato potrà essere

La mano pubblica rientra dalla finestra oluzione di sistema.

Di questo si è parlato S ieri al ministero dell’Economia nell’incontro illustrato a pagina 2.

Banche sotto attacco, arriva lo scudo

La Bce vuole le ricapitalizzazioni, ma la Ue boccerebbe quelle sostenute con soldi pubblici (cosa fatta per tempo in tutta Europa, tranne che in Italia). Allora ci si prepara a trovare strade alternative che si chiamano Cdp e Fondazioni. Se a guidare la Cdp sono stati chiamati due eccellenti banchieri, esperti più di finanza che di industria, con il senno di poi se ne vede anche un motivo in più. E le fondazioni regionali sono già presenti nelle banche; anzi, alcune le hanno vendute in passato, a prezzi certo più alti degli attuali.

Non è poi un mistero che la politica, in Veneto, voglia salvare le banche locali, spingendo il governo centrale e le fondazioni affinché si facciano sia le fusioni tra Banco e Bpm, sia gli aumenti di capitale. Così, per esempio, se la Fondazione Cariverona, che in passato ha guadagnato bene cedendo le azioni Unicredit ed è tuttora liquida, intervenisse negli aumenti di capitale e sollevasse un po’ dal rischio di inoptato chi guida i consorzi, il cerchio si chiuderebbe.

Tutto sommato, potrebbero essere affari soddiStefano Dolcetta

trasferito da una tranche all’altra con meccanismi di claw-back. In ogni caso l’aumento dovrebbe partire in tempi rapidi e sul mercato è circolata l’ipotesi che l’offerta venga avviata lunedì 18.

In tale direzione si è espresso anche il governo: «Più presto si fanno gli aumenti di capitale e meglio è per ripartire con le banche risanate», ha spiegato recentemente il sottosegretario all’Economia, Pier Paolo Ba-

retta, sgombrando il campo dalle ipotesi di un rinvio dell’operazione. Tra gli investitori comunque si respira un clima di forte apprensione, come anche all’interno del consorzio di garanzia capitanato da Unicredit (con cui Bpvi ha sottoscritto un contratto di pre garanzia per l’eventuale inoptato fino a un massimo di 1,5 miliardi).

Il timore è che una finestra temporale sfavorevole possa compromettere l’esito dell’operazione e mette-

sfacenti anche per le fondazioni e per la Cdp.

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Ai prezzi stracciati cui si prospettano gli aumenti di capitale, a 0,1-0,3 volte i mezzi propri, anche una redditività relativamente bassa delle banche, una volta ricapitalizzate, potrebbe dare utili e dividendi del 2-3% sostenibili nel tempo. Pare quindi prospettarsi un significativo ritorno del pubblico (anche se le fondazioni e la Cdp non lo sono formalmente) nelle banche, almeno in quelle di seconda fascia: ma non è così anche in Germania con le Landesbank?

Insomma, dopo 30-40 anni di flusso verso il privato, il sistema bancario italiano sta iniziando una leggera virata. Il Veneto è il territorio dove si inizia, ma la tendenza dovrebbe espandersi. Il caso Montepaschi è apertissimo, anche se non sono previsti matrimoni a breve. Ma il Tesoro ha già il 4% e se ricevesse un altro 3% al posto degli interessi cash sulle obbligazioni sottoscritte (a condizioni di mercato e oltre), con un 7% nelle mani dello Stato, Mps sarebbe una banca semi-pubblica, certo più solida e sicura di ora.

La Ue forse storcerà il naso, ma in questi casi la forma potrebbe tenere anche rispetto alle sicure critiche dei burocrati di Bruxelles. E comunque, in questo momento, pure le istituzioni europee hanno interesse ad avere un po’ più di stabilità; e con la stabilità un po’ più di sviluppo.

re così in difficoltà il pool guidato dall’istituto di Piazza Gae Aulenti.

Ecco perché nei giorni scorsi si è affacciata l’ipotesi di un rinvio di qualche mese, in attesa di una finestra temporale più favorevole e con la possibilità di strutturare operazioni di sistema (articolo a pagina 2).

Al momento comunque la tabella di marcia resta confermata e i vertici guidati dal presidente Stefano Dolcetta e dall’amministratore delegato Francesco Iorio sono determinati a procedere speditamente verso il raf-

forzamento patrimoniale. Tornando al patto parasociale, l’accordo dovrebbe anche spianare la strada alla presentazione di una lista nella prossima assemblea di giugno.

L’associazione Futuro 150 si è candidata a giocare un ruolo di primo piano nella futura governance della banca, anche se l’aumento di capitale potrebbe modificare in profondità gli assetti proprietari spalancando la strada a nuovi azionisti di peso per la ex banca popolare.

(riproduzione riservata)

Il cda del gruppo presieduto da Fratta Pasini scrive ai soci in vista dell’assemblea. A Milano depositate le liste per il cds

Banco e Bpm cadono ancora. Verona rassicura di Bernardo Soave

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ontinua la caduta in borsa dei promessi sposi Popolare di Milano e Banco Popolare che ieri hanno perso rispettivamente il 6,56% e l’8,05%.

Dall’annuncio della fusione Milano ha perso il 24% e Verona il 32%. Da un lato i valori borsistici delle due popolari si stanno allineando ai pesi attesi dopo l’aggregazione: l’intesa prevede infatti che ai soci del Banco vada il 54% del nuovo istituto e a quelli di Bpm il 46%. È comunque possibile che sullo scivolone pesi anche l’aumento di capitale da un miliardo del Banco, di cui il mercato attende di conoscere le condizioni.

In ogni caso ieri i vertici dei due istituti hanno cercato di rassicurare investitori e azionisti. Giuseppe Castagna, per esempio, consigliere delegato della Bpm, ha comprato sul mercato 150 mila azioni dell’istituto al prezzo unitario di 0,54641 euro.

Da Verona invece il cda si è rivolto

ai soci con una lettera pubblicata in vista lizzate a salvaguardare la genesi della Nicola Rossi alla presidenza e propone dell’assemblea del 7 maggio che dovrà nuova banca e la missione delle ban- la conferma degli attuali vicepresidenti approvare l’aumento. Il board, spiega il che destinate a confluirvi, sia l’opzione Mauro Paoloni e Marcello Priori e dei documento, ha deciso di proseguire sulla volta a gestire nel tempo la riduzione consiglieri Alberto Balestreri, Angelo strada della fusione con la Bpm, anche a dello stock di crediti deteriorati senza Busani e Maria Luisa Mosconi; gli altri costo di lanciare un aumento nomi sono Carlo Bellavite Pelda un miliardo, piuttosto che Paola Galbiati, ManueBANCO POPOLARE POPOLARE DI MILANO legrini, rimanere stand-alone «non la Soffientini, Daniela Venanzi, quotazioni in euro quotazioni in euro 13 0,9 Laura Zanetti, Emanuele Cusa, solo nella doverosa consideIERI IERI Giuseppe Porro e Alberto Berrazione della sana e pruden11 0,54 € 0,8 4,91 € nardinello.

Piero Lonardi, stote gestione dell’istituto, ma -6,56% -8,05% rico leader dei soci non dipenanche perché l’operazione 0,7 9 denti, conferma tra le 15 candi aggregazione in oggetto didature anche Roberto Fusilli consente di raggiungere un 7 0,6 ed Emilio Luigi Cherubini.

Otto adeguato posizionamento strategico in grado di creare sono invece i nomi depositati da 5 0,5 comunque valore stabile e Raffaele Mincione: Massimo 5 gen ’16 5 apr ’16 5 gen ’16 5 apr ’16 duraturo nel tempo, nell’inCatizone, Ezio Simonelli, Miteresse degli azionisti, nonchele Cerqua, Nicolino Cavalché dei numerosi stakeholder», spiega procedere a immediate operazioni di luzzo, Cristina Amato, Monica Schiraldi, Marina Del Bue ed Elisabetta Bani. Sarà la missiva. Il progetto di fusione con rafforzamento patrimoniale».

la Milano, continua la lettera, «da oltre Sempre ieri intanto sono stati pubblicate poi confermato Carlo Frascarolo, indiun mese non riusciva a progredire per le tre liste che correranno per il rinnovo cato dalla Fondazione CariAlessandria, l’indisponibilità della Bce ad avallare del consiglio di sorveglianza di Bpm.

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Il a cui spetta di diritto un componente in sia alcune scelte di governance fina- listone di sindacati e pensionati candida cds. (riproduzione riservata)

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Mercoledì 6 Aprile 2016

PRIMO PIANO PREOCCUPATA LETTERA DELLA FEDERAZIONE BANCARIA EUROPEA AL COMMISSARIO HILL

Troppo instabili i regolamenti Ue Il dg Abi: sugli istituti continentali pesano troppe norme comunitarie, onerose e spesso ridondanti. In questo quadro aggiungere nuovi requisiti patrimoniali e di liquidità può bloccare il mercato del credito

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ei giorni scorsi Frederic Oudea, ceo di Société Générale, nel suo ruolo di presidente della Federazione Bancaria Europea ha inviato una lettera al Commissario, Jonathan Hill che condensa le preoccupazioni di tutte le associazioni federate più volte discusse e approfondite in sede di comitato esecutivo della Federazione stessa, che dallo scorso gennaio ho l’onore di presiedere.

Nella lettera si sottolinea come il permanere di un’elevata instabilità del quadro regolamentare in cui operano le banche europee non consenta a tutti gli operatori del mercato di formulare aspettative coerenti e prevedibili e dunque non contribuisce a rendere nuovamente appetibili azioni e titoli di debito bancari. La necessità di disporre di norme e regolamenti quanto più chiari possibili è resa ancor più impellente dai recenti sviluppi nei mercati finanziari e nell’economia globale, che evidenziano un incremento dei rischi al ribasso causato dal rallentamento della crescita delle economie emergenti, dalle dinamiche del prezzo del petrolio che acuiscono le spinte deflazionistiche, dalle tensioni geopolitiche nell’area mediorientale e non solo, dalla violenza del terrorismo internazionale.

In linea generale viene fatto osservare come le competenti autorità di vigilanza europee con i loro atti di regolamentazione secondaria e con le loro interpretazioni non dovrebbero mai contravvenire o andare al di là delle

di Giovanni Sabatini* originarie disposizioni della normativa di livello primario (direttive e regolamenti europei).

Questa dovrebbe restare un punto di riferimento inequivoco e non modificabile per via interpretativa per le banche e i loro azionisti. Più in dettaglio la lettera evidenzia una serie di dossier aperti sui quali occorre fare chiarezza. In primo luogo viene richiamata l’urgenza che si proceda ad una revisione univoca delle varie interpretazioni attualmente vigenti in Europa in tema di applicazione del valore soglia del massimo ammontare distribuibile (Mda) poiché tale indeterminatezza si riverbera

chiaro, e il prima possibile, come intende procedere in merito alla trasposizione delle disposizioni adottate a livello internazionale per quanto riguarda i nuovi requisiti per le banche di rilevanza sistematica globale (G-SIFI) in materia di capacità di assorbimento delle perdite (il cosiddetto To-

Frederic Oudea

Jonathan Hill

sulle aspettative degli azionisti circa le future politiche dei dividendi che potranno essere adottate dalle banche e dunque sull’appetibilità dell’investimento.

Per ridurre ulteriormente l’incertezza regolamentare è inoltre essenziale che la Commissione riferisca in modo

medesima finalità, cioè assicurare che in caso di crisi una banca abbia capitale e passività che possano essere convertite in capitale e sottoposte a bail-in in misura sufficiente, derivano da regole differenti e conducono a risultati diversi.

La lettera cita ancora altri dossier rilevanti su cui sareb-

tal Loss Absorbing Capacity) anche per evitare sovrapposizioni con un analogo requisito già previsto dalla direttiva e dal regolamento europei sui requisiti di capitale il cosiddetto Minimum Requirement of Own Funds for Eligible Liabilities (Mrel).

I due requisiti, infatti, pur avendo la

be necessario fare chiarezza, quali la calibrazione del requisito di liquidità di lungo periodo (net stable funding ratio - Nfsr) e del requisito di leva finanziaria. A questi si aggiungono i temi attualmente all’esame del Comitato di Basilea, quali, tra gli altri, la revisione del metodo standardizzato per il rischio di credito, la revisione dei rischi operativi e l’eventuale ponderazione del rischio sovrano. Rispetto a questi ultimi temi appare cruciale che la Commissione Europea garantisca che qualsiasi trasposizione di norme addizionali nella legislazione europea trovi

spazio all’interno degli attuali parametri complessivi senza alcun aumento degli attuali requisiti di capitale e di liquidità delle banche.

È, inoltre, cruciale che i rispettivi impatti sulle varie linee di attività bancaria, sulla competitività delle banche, sulla struttura dei mercati finanziari e più in generale sull’economia europea siano globalmente e rigorosamente analizzati. Particolare attenzione deve essere attribuita all’applicazione proporzionale di previsioni aggiuntive alle banche minori dimensioni e alle ripercussioni sui rispettivi modelli di attività e sulle economie locali. Le banche europee svolgono un ruolo determinante nel sostenere l’economia fornendo credito a imprese e famiglie.

In particolare le piccole imprese, che continuano a rappresentare l’asse portante dell’industria manifatturiera europea, dipendono largamente dal finanziamento bancario. È necessario che questa fonte di finanziamento, che oggi si avvantaggia delle politiche monetarie della Bce, non sia inaridita da policy regolamentari che rischiano di non trovare il giusto equilibrio tra dimensione micro e dimensione macro, adeguata stabilità nel tempo, chiarezza e trasparenza di applicazione.

(riproduzione riservata) *Direttore generale Abi e presidente Comitato esecutivo Federazione Bancaria Europea Quotazioni, altre news e analisi su www.milanofinanza.it/banche

Oggi diventano legge la riforma della bcc e il nuovo meccanismo di garanzia per le cessioni dei crediti deteriorati

Il governo chiede la fiducia sul decreto banche di Mauro Romano

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a riforma delle banche di credito cooperativo dovrebbe diventare definitivamente legge con la conversione del decreto attesa per questa sera al Senato.

Il testo è arrivato ieri in aula dopo una discussione in commissione Finanze che non ha portato ad alcun cambiamento rispetto al testo approvato alla Camera. Nonostante ci sia ancora poco più di una settimana di tempo prima dello scadere del limite di 60 giorni, il governo, come anticipato da milanofinanza.it, ha deciso però di tagliare corto e blindare la conversione ricorrendo al voto di fiducia, che dovrebbe far decadere gran parte dei circa 300 emendamenti sopravvissuti

alla discussione in commissione.

Un confronto evidenziato con soddisfazione dal presidente dell’organismo parlamentare, Mauro Maria Marino, convinto che la riforma sia «un ulteriore importante tassello nel contesto evolutivo del sistema bancario italiano», e che il Parlamento, complessivamente, abbia lavorato «nella convinzione che la riforma delle bcc andasse comunque contemperata con la salvaguardia dei principi cooperativi, e che il calcolo degli interessi sugli interessi necessitasse di una puntualizzazione normativa volta a superare le incertezze giurisprudenziali a tutela dei clienti».

Rispetto al testo approvato dal governo, infatti, alla Camera erano state introdotte diverse novità, le più importanti delle quali riguardano la

way out, ovvero la possibilità per le bcc con patrimonio superiore ai 200 milioni, certificato al 31 dicembre 2015, di non aderire alla holding, trasformandosi in spa e pagando in tasse il 20% del patrimonio stesso.

Le riserve rimarranno però indivisibili grazie al conferimento dell’attività bancaria a una spa apposita e al mantenimento delle riserve in capo alla coop originaria. Il tempo a dispoMauro Marino sizione per sfruttare la possibilità è però di soli 60 giorni dall’entrata in vigore della legge. Si prevede anche un gruppo autonomo per le bcc bolza-

nine, la possibilità di costituire sottogruppi territoriali e, per le banche con meno di 200 milioni di patrimonio, di aderire al progetto di trasformazione in spa di un istituto che abbia tale requisito.

Possibile infine l’uscita dalla holding nazionale, sempre passando per la trasformazione in spa. Tra le altre novità del decreto si segnala poi lo stop all’anatocismo e l’estensione delle garanzie statali sulle cartolarizzazione delle sofferenze (Gacs) anche agli intermediari finanziari. (riproduzione riservata)

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Mercoledì 6 Aprile 2016

PRIMO PIANO INTERVISTA LA DIRETTRICE DEL DEBITO PUBBLICO DEL TESORO PARLA A CLASS CNBC

Cannata: comprate il Btp Italia Il titolo protegge dalla deflazione e dà opportunità di guadagno in caso di inflazione, dice la dirigente del ministero dell’Economia.

Ma in due giorni di collocamento al retail la domanda si è fermata a 3,7 miliardi di Andrea Cabrini e Talia Godino

Lagarde (Fmi) elogia il Qe di Draghi Maria Cannata

outlook mondiale è ulteriormente peggiorato negli ultimi «L’ sei mesi» per via «del rallentamento della Cina, dei ribassi dei prezzi delle commodity e dalle prospettiva di condizioni

O

gni risparmiatore deve partire dal presupposto che «non è tempo per spuntare chissà quali rendimenti», ma dovrebbe scegliere comunque il Btp Italia, rispetto a uno di uguale scadenza già presente sul mercato, per diversi motivi.

Lo ha dichiarato Maria Cannata, direttrice del dipartimento del debito pubblico del Tesoro, nel corso di un’intervista a Class Cnbc. Proprio ieri, nel corso del secondo giorno di collocamento del Btp Italia dedicato agli investitori retail, la domanda si è attestata a 1,42 miliardi di euro, facendo salire le richieste complessive a 3,7 miliardi, in calo rispetto ai 4,8 miliardi registrati nei primi due giorni di collocamento di circa di 12 mesi fa.

Cannata ha spiegato che gli investitori dovrebbero scegliere il Btp innanzitutto perché «lo 0,40% (minimo garantito, ndr) è un rendimento reale» e in secondo luogo «perché i titoli di uguale scadenza sono nominali e quindi sono, in caso di ripresa dell’economia e dell’inflazione, soggetti a maggiori rischi». Il capitale del Btp Italia invece, ha spiegato l’alta dirigente del Tesoro, è assolutamente assicurato e il titolo «dà sicuramente più protezione, anche perché, qualora ci sia deflazione, c’è il cosiddetto floor a zero».

In altri termini, «la cedola si calcola sempre su una base di 100; non va mai al di sotto». In sostanza, in caso di un minimo di ripresa dell’indice dei prezzi al consumo «c’è una protezione» assieme a «buone opportunità di guadagno e di performance». Nel caso di deflazione, quindi, emergerebbe «uno dei punti di forza del Btp Italia», proprio per il fatto che le cedole vengono sempre calcolate su un capitale di 100.

Non si verificherebbe insomma «ciò che succede ai Btp indicizzati, per i quali, se per l’inflazione il capitale scende a 97, la cedola si applica a 97 su 100. Su questo titolo c’è il cosiddetto floor; ciò vuol dire che, male che vada», il tasso cedolare sarà dello 0,40%, ha ribadito Cannata.

Sul fronte dell’inflazione, inoltre, bisogna tener conto del fatto che l’indice dei prezzi al consumo al momento «è influenzato da un fattore esogeno del tutto eccezionale quale è il prezzo del petrolio. Questi livelli di costo del greggio pesano parecchio sull’indice dei prezzi al consumo di un Paese» e in particolare sull’Italia «che è grande consumatore di prodotti petroliferi».

Tuttavia, sulla base delle attuali aspettative, questi livelli non dovrebbero persistere «a lungo», in quanto è attesa «una ripresa». Lunedì Peter Pra-

BTP ITALIA 1,7

Rendimenti a 10 anni

1,6 1,5 1,4

et, membro del board della Banca Centrale Europea, ha dichiarato che si aspetta che l’inflazione resti bassa per un certo periodo di tempo, ma ha anche precisato che la Bce è pronta a mettere in campo nuove misure per tornare al 2%, qualora necessario.

Queste dichiarazioni, ha fatto notare ieri Cannata, evidenziano «una massima attenzione da parte delle autorità» sul tema. Tornando al Btp Italia, la direttrice del dipartimento del debito pubblico del Tesoro ha chiarito che «il lotto minimo per sottoscriverlo è 1.000 euro» e che «questo titolo rientra tra quelli che la Banca Centrale Europea di Mario Draghi si impegna a comprare secondo il nuovo programma di Quantitative easing; c’è un compratore di ultima istanza.

Cannata ha poi aggiunto:

1,3 1,2

5 gen ’16

5 apr ’16

«Non credo che ci sarà un tetto agli ordini per i risparmiatori privati, visto che il ritmo di partenza della domanda è stato apprezzabile ma non travolgente. Comunque, non è previsto alcun frazionamento per questi investitori; è previsto solo per l’ultimo giorno, ovvero giovedì (domani per chi legge, ndr) ed è riservato agli investitori istituzionali».

La piena allocazione è assicurata ed «è probabile che verranno sfruttati tutti e tre i giorni» di collocamento previsti, ha precisato Cannata. «Non credo che il decennale possa andare su

finanziarie più stringenti in molti Paesi». Lo ha affermato ieri il direttore del Fondo Monetario Internazionale Christine Lagarde, puntualizzando che la ripresa globale resta «troppo lenta e fragile, con i rischi al ribasso che stanno aumentando». Comunque sia, non ci sarebbe motivo di panico: «Dopo le turbolenze sui mercati di inizio anno il sentiment è migliorato grazie agli stimoli aggiuntivi della Bce, alle prospettive di rialzi dei tassi più lenti da parte della Fed, alla stabilizzazione dei prezzi del petrolio e al rallentamento della fuga dei capitali dalla Cina».

Lagarde ha in particolare elogiato l’operato della Bce, che «ha giocato un ruolo inestimabile nel sostenere la ripresa globale» e il suo presidente Mario Draghi «per i passi intrapresi per il miglioramento della fiducia e delle condizioni finanziarie nell’Eurozona, che supporteranno ulteriormente la ripresa».

Alla conferenza era presente anche Jens Weidmann, presidente della Bundesbank e membro del board Bce, noto per la sua opposizione alle politiche accomodanti intraprese dall’Istituto di Francoforte.

rendimenti negativi», ha dichiarato poi la dirigente del Tesoro a chi le chiedeva se fosse possibile il verificarsi di una simile eventualità. In realtà, «il triennale è già andato su tassi negativi», ha ricordato Cannata, ma nel complesso «non penso che ci sarà una compressione molto forte, bensì al massimo qualche ulteriore limatura».

Comunque sia, il nuovo Quantitative easing promosso da Draghi «ha avuto un impatto abbastanza significativo» sui titoli di Stato e «ha senz’altro contribuito ad abbassare i rendimenti di mercato.

Al via oggi a Milano il 7° Salone del Risparmio arte oggi e si concluderà venerdì il Salone del Risparmio, la tre giorni del risparmio gestito P organizzata da Assogestioni al MiCo di Milano. La manifestazione torna per la settima edizione con 160 marchi partecipanti, oltre 120 conferenze in programma, 300 ospiti istituzionali e internazionali e 14 mila partecipanti attesi.

Al centro del dibattito dell’edizione 2016 del Salone ci sono i nuovi scenari macroeconomici, l’evoluzione demografica e la concentrazione della ricchezza in capo alle generazioni più anziane.

Mobyt ipo collocamento istituzionale

I partecipanti si interrogheranno su questi grandi temi e apriranno una riflessione sulla validità dei tradizionali paradigmi della finanza. Sono anche previsti sette percorsi tematici che raccontano il nuovo approccio agli investimenti degli italiani nel tentativo di individuare le nuove mappe per navigare in un mondo caratterizzato da bassa crescita, tassi reali negativi e capovolgimenti demografici.

A testimoniare il ruolo del Salone, unico evento in Italia interamente dedicato all’industria del gestito, sono i patrocini, tra gli altri, della presidenza del Consiglio dei Ministri, dei ministeri dell’Economia e dello Sviluppo Economico, della Banca d’Italia, della Consob, del Comune di Milano e della Città Metropolitana di Milano.

Apre la manifestazione per il secondo anno consecutivo il ministro delle Finanze Pier Carlo Padoan, seguito dall’intervento dell’ex ministro degli Esteri tedesco Joseph Martin Fischer: la plenaria d’apertura sarà l’occasione per analizzare i cambiamenti

macroeconomici in corso, le grandi sfide della gestione professionale e le nuove esigenze degli investitori.

Come nei format delle precedenti edizioni, nelle prime due giornate il Salone del Risparmio coinvolge tutti gli operatori dell’industria (sgr, sim, banche, società di investimento, reti di distribuzione, investitori istituzionali e promotori finanziari).

Nella terza giornata la manifestazione apre le porte al pubblico dei risparmiatori, alle famiglie e agli oltre 1.600 studenti provenienti da tutta Italia con focus l’educazione finanziaria. L’8 aprile infatti è la giornata dedicata agli Stati Generali dell’Educazione Finanziaria: un’opportunità per analizzare le best practice internazionali e la situazione italiana con istituzioni, fondazioni ed esperti internazionali.

Tra gli interventi più attesi quello di Annamaria Lusardi (George Washington University), che a confronto con Magda Bianco (Banca d’Italia), Giuseppe D’Agostino (Consob), Andrea Beltratti (Feduf) e Stella Anastasi (Lega Consumatori) fa il punto su che cosa è stato fatto e che cosa c’è ancora da fare per l’alfabetizzazione finanziaria del Paese. Inoltre in collaborazione con il Museo del Risparmio di Torino sono previsti momenti ludici ed educational su temi economico-finanziari per i 1.600 ragazzi provenienti da tutta Italia.

A chiudere la manifestazione, l’8 aprile, il focus sui Pepps, i prodotti pensionistici individuali paneuropei, che potrebbero essere distribuibili in tutti i Paesi Ue e rispondere alle esigenze previdenziali dei cittadini europei.

Per quanto riguarda la liquidità sul mercato secondario, che ha di per sé più difficoltà di scambi, non abbiamo osservato impatti negativi.

Gli acquisti sono stati fatti con molta oculatezza, senza togliere liquidità e assicurando un circolante sufficiente». Tutto sommato, secondo la direttrice del dipartimento del debito pubblico del Tesoro, si può parlare di un bilancio positivo. In generale «il clima sul mercato nei confronti dell’Italia è molto buono.

Ne abbiamo avuto una dimostrazione macroscopica all’inizio di febbraio, quando abbiano lanciato il trentennale; abbiamo effettuato un’emissione da 9 miliardi di euro» e si è trattato di «un record assoluto per l’Europa per i titoli con durata superiore a 10 anni». Il libro degli ordini in quel caso «aveva superato i 25 miliardi» e c’era stata «un’ottima distribuzione presso gli investitori istituzionali di tutto il mondo».

Il clima è positivo ancora oggi, ha puntualizzato Cannata. «Continuiamo a vedere investitori istituzionali provenienti da ogni area geografica e anche di ottima qualità». Infine, sul fronte politico, commentando l’eventualità di una Brexit, Cannata ha precisato che, se il Regno Unito dovesse decidere di uscire dall’Unione Europea, «è da attendersi un periodo di volatilità che impatterà su tutti i titoli del Vecchio Continente.

La Grecia, dal canto suo, se qualcosa non va per il verso giusto, come già visto in passato, un po’ di tensione la crea». Tuttavia, anche in tempi di crisi «i movimenti, benché significativi, sono stati limitati. Il cosiddetto effetto-contagio è stato tutto sommato contenuto e, una volta risolto il problema, si è riusciti a rientrare». In sostanza, ha concluso Cannata, «io temo di più il referendum inglese». (riproduzione riservata)

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Mercoledì 6 Aprile 2016

PRIMO PIANO COME REAGIRE ALLA DECISIONE DELLE BANCHE CENTRALI DI OFFRIRE RITORNI NEGATIVI

Che fare con i tassi sottozero La sola speranza di ottenere rendimenti reali positivi è una caduta in deflazione.

Meglio puntare su asset reali, tra cui case e metalli preziosi. Oppure in valute di Paesi dalla politica monetaria meno espansiva di Satyajit Das

BOT A 6 MESI 0,6

M

olte banche centrali hanno adottato i tassi di interesse negativi.

Ma perché gli investitori dovrebbero accettarli? Ecco alcune delle possibili spiegazioni. 1. Sicurezza: Titoli di Stato o depositi garantiti sono sostenuti dalla piena fiducia e dal credito di uno Stato sovrano, che può stampare denaro per effettuare i rimborsi.

2. I rendimenti sono relativi: in Europa, per esempio, l’acquisto di obbligazioni che rendano più del tasso ufficiale della banca centrale, anche se è negativo, è il male minore. 3. Speculazione: gli investitori potrebbero essere attirati dall’opportunità di plusvalenze sull’apprezzamento dei titoli, se ci si aspetta che i rendimenti sprofondino ulteriormente in territorio negativo.

Gli investitori esteri potrebbero essere attratti anche dall’eventuale apprezzamento della valuta. 4. Rendimenti reali: gli investitori potrebbero preferirli a quelli nominali. Le obbligazioni con rendimento nominale basso o negativo possono conservare o aumentare il potere di acquisto in situazioni in cui il tasso atteso di riduzione dei prezzi supera in valore assoluto il rendimento negativo, producendo un ritorno reale positivo.

5. Obbligo d’investimento: i gestori di fondi potrebbero essere costretti a comprare obbligazioni a rendimento negativo, a prescindere dalla possibilità di riportare una perdita. 6. Obbligo per banche e assicurazioni: le istituzio-

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ni finanziarie potrebbero essere costrette ad acquistare titoli a rendimento negativo, viste le norme in materia di liquidità che impongono loro di detenere titoli di alta qualità.

7. Obbligo per banche centrali: anche le banche centrali con opzioni di investimento limitate sono tra gli acquirenti dei titoli a rendimento negativo. Come reagire alla situazione. Tuttavia, persistenti tassi di interesse negativi incontrerebbero una significativa resistenza, innescando strategie alternative finalizzate a evitare le perdite.

Per cominciare, gli investitori potrebbero prelevare contante e accumularlo. Negli anni ’90, i tassi di interesse bassi e la paura di fallimenti bancari hanno indotto consistenti ritiri di denaro in Giappone, dando vita a un fiorente mercato delle casseforti per abitazioni. Oggi Europa e Giappone stanno assistendo ad acquisti record di cassette di sicurezza, presumibilmente in previsione di un accantonamento di contanti finalizzato a evitare l’impatto dei tassi negativi.

In secondo luogo, gli investitori potrebbero schivare i tassi sottozero ricorrendo a una varietà di strumenti monetari. Per esempio, le imprese potrebbero accettare pagamenti con

7 apr 2014

assegni bancari e non depositarli fino a necessità. Terzo, gli investitori potrebbero accumulare risparmi in valuta estera, da convertire in moneta a rendimento negativo in caso di necessità. Questa strategia difende il ritorno sul portafoglio, ma comporta l’assunzione di un rischio di cambio, a meno che non sia possibile coprirlo efficacemente.

Quarta strategia: i beni reali, quali terreni, immobili, materie prime – in particolare i metalli preziosi e gli oggetti da collezione – sarebbero una buona opportunità.

Inoltre, le imprese potrebbero accumulare scorte. In quinto luogo, i pagamenti sarebbero emessi rapidamente.

Mobyt ipo collocamento istituzionale

Questa strategia potrebbe essere estesa ai pagamenti anticipati di tasse, fornitori, o dipendenti, per cui le parti potrebbero pagare oneri futuri in anticipo. Tuttavia quest’ultima strategia, per quanto eviti l’impatto dei rendimenti negativi, coinvolge il rischio di credito e di rendimento. In ogni caso, sebbene le strategie appena descritte facciano fronte ai rendimenti negativi, sono socialmente ed economicamente distrut-

OGGI SU MILANOFINANZA.IT

7 apr 2016

tive.

I fondi si vincolerebbero ad asset non produttivi. I risparmi non circolerebbero, interrompendo i finanziamenti necessari agli investimenti sociali e industriali, frenando la crescita. L’allocazione del capitale sarebbe distorta dal desiderio di evitare i tassi negativi. Inoltre, una uscita generalizzata dai depositi bancari potrebbe pregiudicare il credito. La riduzione e l’instabilità dei finanziamenti, visto che le passività si sposterebbero verso assegni e pagamenti anticipati, potrebbero erodere la capacità del sistema bancario di erogare credito, ostacolando ulteriormente l’attività economica.

La fine dei contanti. La conseguenza più radicale dei tassi negativi sarebbe l’abolizione dello stesso denaro contante. Fino a oggi, gli argomenti a sostegno della messa al bando dei contanti sono stati la disincentivazione di criminalità e terrorismo, l’eliminazione dell’evasione fiscale, il miglioramento dell’efficienza mediante flussi di finanziamenti più rapidi, che riducono i costi, o addirittura il miglioramento dell’igiene, perché si eviterebbe il contatto con le banconote, che ospitano batteri e virus.

In uno scenario futuro di crisi economica o finanziaria, gli attuali tassi limiterebbe-

IL SONDAGGIO Alla domanda «Dopo il boom di ordini ni per il Model 3, Tesla è un affare a 250 0 dollari?», i lettori hanno risposto così: sì: 1 Sì, salirà ancora 42,1% 2 No, è già scorrettamente valutato 27,0% 3 No, scenderà 30,9%

Il Risparmio in diretta

Le notizie più lette

Class Cnbc per tre giorni in edizione straordinaria dal Salone del Risparmio.

I migliori esperti a confronto a partire dalle 9:30 su Class Cnbc (507 Sky)

future: spunti operativi per martedì 5 aprile 1 FtseMib a Palazzo Chigi con Padoan, Cdp 2 Vertice e i banchieri otto titoli europei che rendono più del 4% 3 Barclays,

www.milanofinanza.it

Partecipate al nuovo sondaggio proposto da MilanoFinanza online: dopo l’accordo sugli Eurofighter al Kuwait, quanto varrà un titolo Finmeccanica a fine aprile?

Le vostre risposte su www.milanofinanza.it 1 Più di 12 euro 2 11 euro 3 Meno di 10 euro

ro l’efficacia della politica monetaria. Accrescere la possibilità di utilizzare i tassi negativi conferirebbe alle banche centrali una maggiore flessibilità e gli strumenti per affrontare un rallentamento. Sarebbe un meccanismo creativo, rapido e durevole per imporre i tassi negativi al fine di confiscare i risparmi.

L’abolizione dei contanti implicherebbe un cambiamento rivoluzionario. Nonostante la crescente diffusione dei pagamenti elettronici, il denaro contante è ancora diffusamente utilizzato in tutto il mondo. In effetti, la cartamoneta rimane un importante mezzo di scambio e di pagamento per transazioni legali e legittime. Peraltro, l’uso del contante è particolarmente elevato tra le fasce più povere e gli anziani. Di conseguenza, l’eliminazione della moneta comporterebbe esclusione sociale e finanziaria.

E il costo di convertire tali utenti ai pagamenti digitali sarebbe notevole. Inoltre, le banche centrali ci rimetterebbero a livello finanziario, sperimentando un calo del «reddito di signoraggio» - la differenza tra il costo minimo della creazione della moneta e il ritorno degli investimenti nei titoli di Stato. L’importo perduto sarebbe significativo: avrebbe l’effetto di ridurre sia la capacità di assorbire le perdite delle banche centrali, che il flusso di reddito per le finanze pubbliche.

Un sistema dei pagamenti esclusivamente digitale o elettronico innalzerebbe in modo sensibile anche il livello dei rischi operativi e per la sicurezza, quindi l’esposizione alla contraffazione, alla pirateria informatica, e alle interruzioni dovute a guasti tecnologici. Non sarebbero eventi di poco conto. Naturalmente, la messa al bando dei contanti probabilmente incontrerebbe forti resistenze.

In tanti si opporrebbero alla perdita dell’anonimato e della privacy implicite nell’uso del denaro contante. Qualora l’eliminazione di quest’ultimo fosse connessa ai tassi negativi, sarebbe vista come una tassa sui risparmiatori e la confisca a opera dello Stato dei risparmi. Senza dubbio, un’intrusione dello Stato e delle autorità su così vasta scala darebbe luogo a un caso politico esplosivo. Traduzione di Giorgia Crespi Quotazioni, altre news e analisi su www.milanofinanza.it/tassi

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Mercoledì 6 Aprile 2016

DENARO & POLITICA L’ASSEMBLEA DEGLI INVESTITORI HA DATO IL VIA LIBERA ALLA SCISSIONE PARZIALE

Il Fondo Italiano si fa in tre La nuova struttura sarà articolata su un veicolo che investirà direttamente nelle imprese, un altro dedicato ai fondi di private equity e un terzo riservato a quelli di venture capital di Andrea Pira

I

l Fondo Italiano di Investimento si fa in tre.

L’operazione, anticipata lo scorso 1° aprile su MF-Milano Finanza, è stata approvata dall’assemblea degli investitori che ha dato il via libera alla «scissione parziale proporzionale» del veicolo per le piccole e medie imprese lanciato nel 2010 e guidato da Gabriele Cappellini.

Ciascuno dei veicoli nati dal processo di scissione si con-centrerà su una delle tre animee del Fondo originario, che dispone di una dotazione complessiva di 1,2 miliardi di euro. Il Fondo Italiano sarà dedicato agli investimenti diretti nel capitale di imprese con fatturato tra i 10 e 250 milioni di euro.

Un altro veicolo si concentrerà sui fondi di private equity e il terzo impiegherà le risorse in quote di fondi di venture ca-

pital. Con la scissione la Sgr si troverà in questo modo a gestire cinque fondi.

Oltre ai tre nuovi strumenti, può infatti contare sul veicolo dedicato al

L’anticipazione del 1° aprile su MF-Milano Finanza

private debt, che vanta una dotazione attuale di 375 milioni e ha un target di raccolta di 500 milioni, e all’altro già esistente fondo di venture capital. Con il nuovo assetto, «si potranno facilitare eventuali processi di raccolta», spiega una nota, «i sottoscrittori potranno valoriz-

zare in modo chiaro e separato le tre attività» e «sarà facilitato l’eventuale disinvestimento o riduzione dell’esposizione da parte di investitori che potrebbero avere esigenze di tr liquidità».

Ma all’orizzonte, li come già segnalato da MFco Milano Finanza, c’è anche M un riassetto degli azionisti. Cassa Depositi e Prestiti, Ca oggi og al 12,5%, è intenzionata ad acquisire la maggioranza, za mentre il Tesoro e alcuni istituti di credito, tra cui Mps, isti sarebbero pronti a cedere le sar proprie quote, oggi tutte paripro tetiche al 12,5%.

La partita si teti gioca tra gli azionisti che hani no sottoscritto il fondo stesso e che hanno versato ognuno 250 milioni. Vale a dire la stessa Mps, Intesa Sanpaolo, Unicredit e Cdp. (riproduzione riservata) Quotazioni, altre news e analisi su www.milanofinanza.it/fii

Cdp a sostegno della finanza locale assa Depositi e Prestiti interviene a sostegno della finanza C locale consentendo a province e città metropolitane di rimodulare un debito che ammonta a circa 4 miliardi di euro.

Poste Italiane si prepara a sbarcare a Piazza Affari - economy

L’operazione, di natura straordinaria, si inquadra tra le iniziative per la gestione attiva del debito che Cdp ha posto in essere già nel 2015 a supporto del processo di trasferimento delle funzioni avviato con la riforma delle province e delle città metropolitane.

Grazie alla rinegoziazione del debito, effettuata ai sensi della legge di stabilità 2016, potranno essere liberate risorse nel periodo 2016-2020 per oltre 100 milioni rivenienti dalla riduzione delle rate di ammortamento. Le istruzioni per l’adesione e per il perfezionamento dell’operazione prevista entro maggio saranno rese note con una circolare di prossima emanazione.

Ipo Enav, il prospetto arriva in Consob a quotazione a Piazza Affari dell’Enav (l’ente dei controllori Lgiornale di volo) entra in fase di rollaggio.

Ieri sera, quando questo è andato in stampa, si stavano definendo gli ultimi dettagli del prospetto da depositare nelle ore successive in Consob. Sul mercato andrà fino al 49% del capitale della società guidata dall’amministratrice delegata Roberta Neri.

Il programma, delineato negli ultimi mesi, prevede lo sbarco in borsa entro giugno, nell’ambito dell’unica operazione certa del programma di privatizzazioni stilato dal governo Renzi per quest’anno.

Enav ha archiviato un 2015 da record con un utile netto consolidato di 66,1 milioni di euro, in aumento del 65,2% rispetto ai 40 milioni registrati nel corso dell’anno precedente.

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Mercoledì 6 Aprile 2016 Con l’edizione Italiana de

MERCATI

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FIRMATA LA MAXI-COMMESSA PER I 28 CACCIA TYPHOON DAL CONTROVALORE 7-8 MILIARDI €

Kuwait d’oro per Finmeccanica Si tratta del più grande ordine mai ottenuto dal gruppo italiano di difesa e aerospazio, che come prime contractor di Eurofighter si assicura il 50% dell’importo. E rivedrà al rialzo le stime 2016 di Angela Zoppo

I NUMERI DELLA COMMESSA EUROFIGHTER Quota consorzio Eurofighter

C

on un ordine di grandezza stimato in circa 8 miliardi di euro, è il più importante contratto mai firmato da Finmeccanica, tale da far rivedere in consistente Mauro rialzo le stime per l’esercizio Moretti in corso.

I 28 Eurofighter ordinati ufficialmente ieri dalla FINMECCANICA Difesa del Kuquotazioni in euro wait rappre- 12,5 IERI gli altri aziosentano anche 11,1 € nisti: Bae Syquesto per il 11,5 -2,29% stems (33%) e gruppo italia10,5 Airbus Defenno della difesa ce and Space e dell’aerospa9,5 (46%), in rapzio, che come presentanza prime contrac8,5 di Gran Bretator ha diritto a 5 gen ’16 5 apr ’16 gna, Germania una quota come Spagna.

Le presa tra i 3,5 e i 4 miliardi di euro, pari a circa banche d’affari come Equita il 50% del controvalore della si sono affrettate a fare due commessa, pur detenendo solo conti sulle stime di Finmeccail 21% del consorzio.

Il resto nica, prevedendo un balzo dese lo divideranno pro-quota gli ordini attesi dai 12,2-12,7

Fincantieri, via a nuova supernave di Carnival on la posa in bacino del C primo blocco nave si è svolta ieri presso la Fincantieri di Marghera la cerimonia di impostazione della nuova unità destinata a Carnival Cruise Line, brand del gruppo americano Carnival.

La nuova nave prenderà il mare nel 2018.

Mobyt ipo collocamento istituzionale

La stazza lorda sarà circa 133.500 tonnellate, potrà ospitare quasi 6.500 persone, tra passeggeri ed equipaggio, e sarà gemella della Vista, la più grande nave mai costruita da Fincantieri, che sarà consegnata a fine mese a Monfalcone.

Queste unità saranno un nuovo punto di riferimento tecnologico per il lay-out innovativo, le elevate performance e le soluzioni tecniche all’avanguardia. Gli allestimenti interni saranno caratterizzati da elevato comfort, proponendo una vasta gamma di intrattenimenti a bordo, tra cui un cinema 3D, una birreria (con produzione di birra a bordo), ristoranti, teatri, negozi e centri benessere.

Tra le novità della Vista c’è l’area Havana, zona ristretta ed esclusiva, composta da cabine, bar all’aperto e piscina, cui potranno accedere solo i passeggeri alloggiati in quella zona.

Valore totale contratto Quota Finmeccanica Ricavi Eurofighter 2015

3,5-4 miliardi € 857 milioni € da 12,7 a 16,7 miliardi €

Effetto stimato su debito 2016

sotto 3 miliardi €

GRAFICA MF-MILANO FINANZA

miliardi di euro annunciati dall’ad Mauro Moretti a una forchetta di 15,2-16,7 miliardi, con una riduzione del debito sotto i 3 miliardi previsti per fine anno.

La maxi-commessa, attesa ormai da sei mesi, è stata firmata ieri a Kuwait City alla presenza del ministro della Difesa italiano Roberta Pinotti e del suo omologo kuwaitiano, lo sceicco Khaled Al Jarrah Al Sabah.

Il titolo Finmeccanica, che sull’onda delle anticipazioni della vigilia (si veda

MF-Milano Finanza di lunedì scorso) si era spinto in rialzo di oltre il 3%, ieri non ha beneficiato della firma, chiudendo in negativo a 11,18 euro (-1,6%), complice la giornata negativa di Piazza Affari. Andando nel dettaglio, il contratto comprende, oltre alla fornitura dei 28 caccia che saranno assemblati in Italia, anche la logistica, il supporto operativo e l’addestramento di equipaggi di volo e personale di terra, svolti in collaborazio-

vato delle nanotecnologie, ossia quello delle vernici speciali di nuovissima generazione, l fondo statunitense Lcv Capital ha scelto che ha un giro d’affari di circa 13 miliardi di di debuttare in Italia accompagnando ver- dollari.

Nanto proverà a misurarsi con Sherso Wall Street una start-up italo-israeliana, win Williams, Ppg, Azko Nobel, DuPont e Nanto Cleantech, produttrice di materiali de- Dow Chemical. rivati dalle nanotecnologie. «L’ingresso in Nanto Cleantech nasce tra Italia e Israele Nanto», spiega il chairman del fondo, Lodo- da un progetto di ricerca condotto da un vico De Visconti, «è la prima di una serie di gruppo di specialisti triestini del settore, operazioni in corso di Lcv, che nell’ambito guidato dal ceo Roberto Cafagna, e da un della diversificazione geografica del porta- team della Shenkar University di Tel Aviv, che fa riferimento al direttore foglio ha focalizzato la propria tecnico Sam Kenig.

Il busiattenzione sul mercato italianess si basa sulla produzione no. Nanto è la dimostrazione di additivi antincendio e di che in Italia c’è una capacità vernici intelligenti di nuodi innovazione significativa».

Pirelli – Parte oggi l’Ipo

va generazione, i cosiddetti Questa operazione, aggiunge smart coating, basati su maDe Visconti, «certifica la conteriali nanotecnologici capasapevolezza che la piccola e ci di reagire al variare delle media industria italiana ha un condizioni ambientali, con enorme valore potenziale». Il una durata tre volte superioruolo di Lcv, che in Italia ha core a quelli tradizionali. Nanme advisor lo Studio Cisnetto, to possiede 22 brevetti.

Nel è affiancare aziende, anche già Lodovico De Visconti 2014 si è registrata la prima quotate (con capitalizzazione novità di rilievo nel capitale, fino a 1 miliardo di dollari) in con l’ingresso di Simest, che qualità di active investor, perché possano competere sul mercato internaziona- è rimasta fino a marzo scorso accompagnanle. Attualmente il portafoglio del fondo am- do l’azienda verso una prima internazionamonta complessivamente a circa 15 miliardi lizzazione e portandola a fornire clienti nei di dollari.

Nel dettaglio, l’accordo appena comparti oil&gas, navale e infrastrutture (Tafinalizzato prevede che Lcv, attraverso la loil, Petrol Lavori, Autovie Venete e Ies Recontrollata Peerless Systems, partecipi alla fineries, per citarne alcuni). Nel curriculum newco statunitense di Nanto dando l’avvio a di Nanto ci sono anche una partnership col un percorso di espansione internazionale che gruppo spagnolo Acciona (già partner di Enel prevede tra l’altro la quotazione a Wall Street nella prima fase dell’acquisizione di Endesa) entro due anni.

L’investimento previsto è di e l’assegnazione del più importante progetto circa 10 milioni nel prossimo anno, con un di ricerca sui materiali innovativi finanziato fatturato atteso a regime di oltre 100 milio- dalla Ue attraverso il programma Horizon ni.

La nuova società avrà testa finanziaria in 2020. A settembre 2015, inoltre, assieme a America, cuore industriale in Italia e moto- Fincantieri e ai governi italiano e israeliano re tecnologico in Israele, dove resteranno le è stata tra i quattro firmatari di un importante attività di ricerca e sviluppo. L’obiettivo più accordo industriale per lo sviluppo di nuove ambizioso è competere direttamente con i vernici multifunzionali, anticorrosione e anconcorrenti più accreditati in un settore deri- tiattrito.

(riproduzione riservata)

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7-8 miliardi €

Effetto stimato su ordini 2016

Il fondo Lcv avvicina le start-up italiane a Wall Street di Angela Zoppo

21% ex Alenia Aermacchi

ne con l’Aeronautica Militare Italiana. Le infrastrutture aeronautiche della Difesa del Kuwait, necessarie all’operatività dei velivoli, dovranno essere aggiornate.

Gli Eurofighter destinati al Paese del Golfo saranno allestiti nella configurazione più avanzata, equipaggiati con l’ E-Scan Radar a scansione elettronica sviluppato dal consorzio europeo EuroRadar, guidato da Finmeccanica. «Si tratta del più grande traguardo commerciale mai raggiunto da Finmeccanica», ha commentato Moretti. «Un grande successo industriale con risvolti molto significativi non solo per la nostra azienda e gli altri partner del consorzio Eurofighter, ma anche per l’intero sistema Paese grazie ai benefici in termini di know-how e occupazione qualificata per tutta la filiera delle piccole e medie imprese italiane attive nel settore della sicurezza e difesa (circa 20 mila occupati in Italia con il coinvolgimento di 200 aziende, ndr)».

Il Kuwait è il terzo Paese del Golfo, dopo Arabia Saudita e Oman, a scegliere il caccia Typhoon. Per Volker Paltzo, ceo del consorzio Eurofighter, proprio grazie a questa omogeneità delle flotte militari «il Kuwait potrà beneficiare della massa critica sviluppata nel Golfo e dei molti vantaggi che ne deriveranno in termini di interoperabilità, addestramento e servizi di supporto».

Dall’ingresso in servizio del velivolo nel 2003, oltre 470 esemplari di Eurofighter sono stati consegnati alle Forze Aeree di sei nazioni. Ad oggi sono otto i Paesi che hanno complessivamente richiesto 599 caccia. Con questi numeri il Typhoon è il velivolo da difesa di nuova generazione con il maggior numero di ordini al mondo e il principale programma industriale in Europa nel settore della Difesa.

Il programma Eurofighter assicura circa 100 mila posti di lavoro in 400 aziende europee. (riproduzione riservata) Quotazioni, altre news e analisi su www.milanofinanza.it/finmeccanica

Mercati

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Mercoledì 6 Aprile 2016

INAUGURATO A FIORENZUOLA UN PUNTO DI RISTORO CHE VALORIZZA LE ECCELLENZE LOCALI

Bistrot in autostrada per Autogrill Intanto per il gruppo il 2016 è iniziato bene, dice l’ad Tondato. Focus sulle gare per le concessioni in 160 aree di servizio di Francesca Vercesi

A

utogrill porta il punto di ristoro Bistrot in autostrada.

Per quello che la società definisce un punto vendita «concept» ed è stato realizzato in collaborazione con l’Università delle Scienze Gastronomiche di Pollenzo-Bra (Cuneo), l’obiettivo, oltre a incrementare l’attrattività del marchio, è valorizzare le eccellenze italiane locali nel

campo della ristoranzione e dei prodotti gastronomici. Così la società ha scelto la stazione di ristoro di Fiorenzuola d’Arda, lungo l’A1, per lanciare il progetto in Italia.

Nello store si punta alla selezione dei produttori locali, in un’ottica di stagionalità, regionalità e filiera corta. Nel nuovo Bistrot nei prossimi 12 mesi sono attesi circa 2 milioni di clienti.

Va detto che nel resto d’Europa il punto di ristoro Bistrot è già presente in aeroporti e stazioni ferroviarie di Germania, Finlandia, Olanda

e Svizzera, mentre per la prossima estate è prevista un’apertura a Montreal (Canada). Quanto allo stato di salute del business del gruppo Autogrill, «confermo che per noi è stata una buona partenza d’anno», ha dichiarato l’amministratore delegato Gianmario Tondato Da Ruos a margine dell’inaugurazione del primo Bistrot in autostrada, alla presenza anche di Andrea Olivero, viceministro delle Politiche Agricole.

In merito alla struttura presentata ieri, «il format è molto grande in termini di spazio occupato e per questo motivo sarà replicato soltanto in alcuni punti

ristoro Autogrill selezionati», ha aggiunto il top manager. Il quale ha parlato anche delle gare per le concessioni. «Entro settembre, o comunque dopo l’estate, ci saranno i risultati finali legati alle concessioni di circa 160 aree di servizio nazionali» per le quali l’azienda è in gara, ha detto infatti Tondato. «Autogrill vi partecipa in maniera selettiva, dato che puntiamo a incremen-

Rodolfo De Benedetti al 40,7% di Decalia am di Andrea Giacobino al 40,7% e vale poco più di 4 milioni di ÈDepari euro la partecipazione detenuta da Rodolfo Benedetti in Decalia Asset Management (Am), gruppo di gestione finanziaria basato a Ginevra e fondato a fine 2014 da Alfredo Piacentini, già co-fondatore di Banque Syz.

L’entità della quota è dettagliata nel bilancio 2015, il primo della Rodolfo De Benedetti (Rdb) srl che il presidente di Cir e Cofide ha costituito due anni fa. La Rdb conta su un attivo di 6,1 milioni e riserve per 2 milioni. Il primo bilancio si è

Intel rileva la pisana Yogitech da Atlante e Sici di Stefania Peveraro rande exit per Atlante Ventures (Imi Fondi G Chiusi sgr) e Sici sgr che hanno ceduto la pisana Yogitech al colosso americano Intel.

Nata nel 2000 la società, che fattura circa 5 milioni di euro, è specializzata nello sviluppo di soluzioni hardware e software per migliorare la sicurezza dei dispositivi elettronici quali per esempio i sistemi frenanti, di sterzo, airbag e altri sistemi elettronici per la sicurezza attiva e passiva nel campo automotive, sistemi elettronici per la sicurezza nel campo dell’automazione industriale, tare l’attrattività nei confronti dei clienti e la penetrazione sul traffico per riuscire a vendere di più nei posti in cui siamo».

Oggi, secondo il top manager, la situazione per l’Italia e per il settore della gastronomia è migliorata. «Nell’aviation, in particolare, grazie anche al basso costo del petrolio c’è un sottostante diverso da quello di tre anni fa. A livello mondiale siamo costretti a convivere con la volatilità e ci dobbiamo adattare, trovare soluzioni che ci rendano più flessibi-

Mediolanum punta a Cet1 del 20% e cedola di 0,3 euro di Marco Fusi MF-DowJones

B

anca Mediolanum punta a raggiungere un Common Equity Tier 1 superiore al 20%.

È quanto emerso dall’assemblea degli azionisti che si è tenuta ieri a Basiglio, alle porte di Milano, nel corso della quale i soci hanno l’ok al bilancio 2015, chiuso con un utile netto consolidato che ha fatto segnare il record storico a 438,6 milioni, +37% rispetto al risultato del 2014. Via libera dei soci anche al dividendo, che, includendo l’acconto già distribuito, è pari a 0,3 euro per azione.

«Abbiamo intenzione di superare il 20%» di Common Equity Tier 1, ha dichiarato il presidente Ennio Doris nel corso dell’assemblea, sottolineando che «è una questione psicologica; diventa un elemento di marketing, dunque speriamo quest’anno di superare il 20%». L’attuale Cet1 è pari al 19,66%. Mediolanum inoltre punta a distribuire anche sull’esercizio in corso un dividendo di 30 centesimi, in linea con il 2015. «Vogliamo creare una storia di dividendi in crescita, quindi, se abbiamo dato 30 centesimi sul 2015, vogliamo dare lo stesso ammontare anche sul 2016, anche se quest’anno dovessimo fare meno utili, cosa che ovviamente non sappiamo ancora», ha precisato il presidente.

Prosegue nel frattempo la crescita dei clienti ed è stato positivo anche a marzo l’andamento

chiuso in utile per circa 171 mila euro, accantonati a nuovo, grazie al dividendo proveniente appunto da Decalia Am che ha chiuso il 2014 in attiva per circa 1,5 milioni. De Benedetti in Decalia Am, oltre che azionista rilevante, è head of product strategy, membro del management committee e membro dello strategy committee: presidente è Maurice Turrettini, Piacentini è il vicepresidente e Paolo Luban completa il consiglio di amministrazione.

Poche settimane fa Decalia Am ha lanciato la sua prima famiglia di 5 fondi Ucits compliant, per ora riservati a investitori istituzionali. (riproduzione riservata)

della raccolta. In particolare, il mese scorso marzo la raccolta netta di Banca Mediolanum «ha superato il mezzo miliardo» di euro e i clienti sono aumentati del 20%, dopo l’incremento del 52% avvenuto a febbraio e del 24% di gennaio, ha anticipato l’amministratore delegato Massimo Doris (i dati di marzo saranno resi noti venerdì).

«Dopo il salvataggio delle quattro banche in difficoltà, avvenuto a novembre, i risparmiatori si sono trovati di fronte al fatto che mettere i soldi in una banca piuttosto che in un’altra non è la stessa cosa e c’è stata una corsa verso la qualità», ha spiegato l’amministratore delegato, ricordando che Banca Mediolanum è uno degli istituti più solidi e quindi sta beneficiando di maggiori flussi di clientela e masse.

Soddisfazione, infine, è stata espressa da Ennio Doris per la quota in Mediobanca. «I risultati sono buoni, stanno crescendo; siamo contenti della partecipazione», ha precisato il patron del gruppo Mediolanum. La quota in Piazzetta Cuccia è pari al 3,4% circa ed è stata oggetto, per motivi contabili, di una ripresa di valore di 19,2 milioni dopo essere stata svalutata in passato. Da segnalare infine che ieri a Piazza Affari il titolo Mediolanum, in una giornata molto negativa per le azioni del comparto finanziario, ha lasciato sul terreno il 3,94% a 6,82 euro per azione.

(riproduzione riservata)

ferroviario e medicale. Sici sgr aveva investito per la prima volta in Yogitech nel 2005 e aveva poi sottoscritto successivi aumenti di capitale sino ad arrivare a controllare il 27% della società. Atlante Ventures invece aveva messo a disposizione la prima volta un milione di euro nel 2011 per poi investire ulteriormente sino ad arrivare a 2,2 milioni e alla quota del 47%.

A seguito dell’acquisizione il team italiano che compone la società entrerà a far parte del gruppo Internet of Things di Intel. Nell’operazione Yogitech è stata assistita dallo studio legale Orsingher Ortu. (riproduzione riservata)

li, anche nell’aggiornamento dei business plan, proprio perché il nostro è un mestiere che prevede investimenti a 10-15 anni.

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Il rischio, in caso contrario, è di fare errori fatali». In merito poi all’eventualità che il gruppo decida di lasciare l’Italia, Tondato ha chiarito che l’ipotesi non è più all’ordine del giorno. «Un eventuale disimpegno sarebbe stato legato alla prosecuzione del forte calo del traffico aeroportuale e su gomma osservato negli anni scorsi», ha detto, sottolineando

che la situazione, grazie al progressivo miglioramento del quadro macroeconomico generale, sta tornando in equilibrio.

«Spero comunque che la nostra non sia percepita come un’azienda italiana, ma piuttosto come una realtà che è stata capace di trasformare il modo di fare ristorazione», ha concluso l’amministratore delegato di Autogrill.

«La vera sfida non è il prezzo medio ma l’attrattività. Vogliamo fare cultura e valorizzare il territorio». (riproduzione riservata)

PESCATI NELLA RETE Ligabue passa da Fineco a Iwbank

Ricciardi nuovo presidente di La Française in Italia

Iwbank Private Investments recluta da Fineco Bank Rubens Ligabue. Il suo inserimento, nel ruolo di branch manager, arricchisce in Emilia Romagna la rete guidata da Stefano Lenti.

Lo scorso anno la Rubens Ligabue banca del gruppo Ubi, specializzata nella consulenza agli investimenti e nella pianificazione finanziaria, ha inserito oltre 110 consulenti finanziari con una crescita della rete pari al 15%. Quest’anno sono previsti obiettivi analoghi, con 80-100 nuovi consulenti per la gran parte senior.

Iwbank Private Investments conta al momento oltre 830 consulenti finanziari.

La Française ha nominato Riccardo Ricciardi presidente della filiale italiana.

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Ricciardi, dopo un inizio di carriera a Sige, ha ricoperto numerosi incarichi dirigenziali in Invesco, ampliando progressivamente, dal 1990 al 2003, la copertura geografica e le responsabilità correlate.

Riccardo SuccessiRicciardi vamente ha lavorato per la National Bank of Kuwait come vicedirettore generale e responsabile degli investimenti, oltre che per Gulf Investment Corporation (Kuwait) nella veste di vice direttore generale e responsabile dei mercati globali.

(riproduzione riservata) a cura di Paola Valentini

Mercati

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L’ACCORDO CON GLI IMPRENDITORI AGRICOLI PREVEDE L’AVVIO DI 180 NUOVI PUNTI VENDITA

Cattolica rilancia con Coldiretti L’intenzione è diventare leader dell’agroalimentare, spiega l’ad Mazzucchelli. E in vista dell’assemblea del 16 smorza le polemiche sulla lista di minoranza, ammessa al voto nonostante non fosse regolare di Anna Messia

L’

assemblea che porterà al rinnovo dell’intero consiglio di amministrazione di Cattolica Assicurazioni si avvicina.

L’appuntamento è fissato per il 16 aprile e si preannuncia quanto mai ricco di eventi. La compagnia presieduta da Paolo Bedoni si presenterà ai soci con un bilancio 2015 chiuso in utile per 82 milioni e con una cedola stabile a 32 centesimi, nonostante le svalutazioni delle partecipazioni bancarie. Ma anche con un accordo fresco di firma con Coldiretti, grazie al quale la compagnia di Verona punta a diventare leader del settore agroalimentare.

E a scaldare gli animi ci sarà anche un gruppo di soci, guidati da La Wagneriana e supportati dall’avvocato Dario Trevisan, che hanno in mano lo 0,5% del capitale del gruppo e sono pronti a presentare una lista alternativa a quella del consiglio, dopo aver depositato nel corso dell’ultimo anno tre esposti alla Consob motivati, a loro dire, da rilievi che vanno dall’aumento di capitale di 500 milioni, deciso dalla compagnia a fine 2014, all’elezione del collegio sindacale dell’aprile scorso.

«Abbiamo già risposto a tutte le richieste arrivate da Consob e i soci riceveranno le loro nelle sedi apposite», dice l’amministratore delegato Giovan Battista Mazzucchelli, «Non intendiamo prestarci ad attacchi strumentali e illazioni (che riguardano in particolare il rapporto con la Popolare di Vicenza, ndr)».

Ieri il consiglio

Euler, Mediterraneo e Africa a Burrafato

Sopaf, archiviata posizione di Magnoni

di Mauro Romano

di Laura Bonadies MF-DowJones

uca Burrafato sarà il nuovo capo della regione Paesi MediLsocietà terranei, Medio Oriente e Africa (Mmea) per Euler Hermes, del gruppo Allianz, leader mondiale nell’assicurazione

archiviata la vicenda giudiziaria che aveva coinvolto Èneostata nelle indagini anche Ruggero Magnoni, riconosciuto estraai fatti, che hanno portato al dissesto di Sopaf, oggi in

crediti.

Burrafato, entrato in Euler Hermes nel luglio 2015 in qualità di country manager per la business unit italiana, succede a Michele Pignotti che recentemente è stato promosso nel consiglio di gestione di Euler Hermes a Parigi, in qualità di responsabile del market management.

In questo nuovo ruolo Burrafato gestirà e rafforzerà lo sviluppo e la leadership di Euler Hermes in 14 Paesi, tra cui l’Italia. Il manager, 47 anni, ha iniziato la carriera nella Banca Nazionale del Lavoro per poi passare in Deutsche Bank, in Accenture, fino a diventare ceo di Ge Capital Finance.

(riproduzione riservata)

concordato preventivo. Lo si apprende da una nota nella quale si precisa che va avanti, invece, il processo davanti al Tribunale di Milano per gli amministratori della società di partecipazioni finanziarie. La chiusura della vicenda fa seguito alla richiesta di archiviazione da parte del pm Ruta, dopo la revoca degli arresti domiciliari e del sequestro dei beni fino a 70 milioni di euro del banchiere italiano, avendolo riconosciuto estraneo agli episodi relativi alla vicenda societaria.

Il giudice per le indagini preliminari ha, dunque, accolto la richiesta del pm e archiviato il fascicolo. (riproduzione riservata)

di amministrazione di Cattolica ha verificato l’inammissibilità della lista di minoranza, dopo aver chiesto due pareri distinti ai professor Marchetti e Cera. «Le irregolarità sarebbero tre, come quella di avere un candidato che non è socio della compagnia o la presenza di candidati di Vicenza presenti anche nella lista del cda».

Ma in ogni caso, «proprio per tutelare un sistema di voto per liste, il consiglio ha deciso di ammetterla al voto», aggiunge l’amministratore delegato. Domanda. Tra gli esposti Consob c’è n’è uno che denuncia uno sconto eccessivo, del 37%, sull’aumento di capitale del 2014. Risorse chieste al mercato per fare acquisizioni che finora non si sono viste...

R. Nel prospetto informativo avevamo dato ogni dettaglio. Il prezzo è stato fissato con consulenti economici e legali e

Banca Ifis compra 450 milioni di npl di Stefania Peveraro anca Ifis ieri ha annunciato una doppia acquisizione di portafogli di crediti non performing per un valore complessivo B lordo di 450 milioni di euro spalmato su oltre 50 mila diverse posizioni cosiddette unsecured.

Più nel dettaglio, la banca guidata da Giovanni Bossi ha acquisito da Deutsche Bank un portafoglio di prestiti personali del valore lordo di 240 milioni per oltre 35 mila posizioni del valore medio di circa 7 mila euro ciascuna.

La seconda operazione ha avuto invece come controparte una società dedicata alle attività di factoring e alla gestione di non performing loans ed è relativa a un portafoglio del valore nominale di oltre 208 milioni, composto da più di 13 mila posizioni, anche in questo caso riferibili principalmente a prestiti personali, per un ticket medio di circa 15 mila euro.

«Apriamo il 2016 con due acquisizioni che danno continuità al trend di acquisti del 2015», ha commentato Andrea Clamer, responsabile dell’area npl di Banca Ifis. La relazione al bilancio 2015 dell’istituto veneto riferisce infatti che la banca l’anno scorso «ha acquistato complessivamente 4,1 miliardi di euro (valore nominale) e ha ceduto 1,4 miliardi di euro (valore nominale)», corrispondenti a circa 137 mila posizioni. Quest’anno la banca inizierà ad acquistare anche npl secured, cioè con garanzia reale.

Lo aveva anticipato Bossi lo scorso marzo in occasione di un convegno all’Università Bocconi a Milano e ne ha parlato ieri sera il nuovo responsabile gestione immobiliare e corporate di Banca Ifis, Daniele Giannini, nel corso della trasmissione «Npl» di Class Cnbc. (riproduzione riservata)

interfacciarsi con Coldiretti.

CATTOLICA ASS. 7,5

quotazioni in euro IERI

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5,58 € -0,53%

6,0 5,5 5,0

5 gen ’16

5 apr ’16

Giovan Battista Mazzucchelli

l’operazione è stata un successo, anche se mi rendo conto che qualcuno non l’ha gradita.

Non è stata fatta per coprire perdite ma per finanziarie lo sviluppo di Cattolica Assicurazioni tramite eventuali acquisizioni, ma soprattutto per lo sviluppo interno, con investimenti tecnologici ma anche strategici, come nel caso dell’intesa appena siglata con la Coldiretti.

D.

Sempre ieri il consiglio di amministrazione ha deciso di fondere Fata (rilevata nel 2014 da Generali) in Cattolica. Per quale motivo? R. Dopo aver proceduto con l’integrazione organizzativa tra le aziende adesso è arrivato il momento delle fusioni societarie che serviranno ad aumentare le sinergie. Ora sarà direttamente Cattolica a

D. Con quali obiettivi?

R. Decisamente ambiziosi. Cattolica vuole diventare leader nel settore agricolo e agroalimentare. La partnership prevede che alle 180 agenzie Fata si aggiungeranno 180 punti vendita previsti dal nuovo accordo con Coldiretti e con i consorzi agrari, tramite la costituzione di un’agenzia nazionale a capitale misto.

Vogliamo aumentare i premi da 400 a 500 milioni di euro in breve tempo. D. Parteciperete all’aumento della Popolare di Vicenza? R. A differenza di Veneto Banca, dove non parteciperemo, per il caso di Vicenza non abbiamo ancora preso una decisione.

In passato sono stati partner importanti, ma dobbiamo ancora conoscere i dettagli dell’operazione. (riproduzione riservata)

Mb Securities: Generali faccia shopping nel Danni di Francesca Gerosa ediobanca Securities invita Generali a rimettere subito il m&a in agenda. Negli M ultimi tre anni la compagnia triestina ha rimodellato il portafoglio investimenti. Nel ramo vita la società ha registrato una crescita robusta dei volumi: 36 miliardi di euro nel periodo 2013-2015, al pari di Allianz e contro i 15 miliardi di Axa.

Inoltre, escludendo plusvalenze e svalutazioni, la crescita del risultato operativo è stata in linea con quella dei competitor (+9% il tasso medio di crescita nel periodo 2013-15 contro il +11% di Allianz e il +8% di Axa). Per quanto riguarda poi gli investimenti, Generali ha riposizionato il portafoglio, riducendo il cash (-5% nel 2015) e aumentando le obbligazioni corporate (+7%). Tuttavia, a causa del più basso capitale tangibile, la leva finanziaria di 8,7 volte ai bond governativi e di 5,5 volte alle obbligazioni societarie è ben al di sopra di quella di Allianz (4,6 e 4,2 volte, rispettivamente) e di Axa (4,1 e 3,3 volte) e questo aumenta il rischio percepito di Generali durante la volatilità dei mercati.

Per quanto riguarda le obbligazioni high yield, nonostante l’esposizione simile ad Allianz (57% del totale), la leva finanziaria sul net asset value di tre volte è superiore del 50% rispetto alle due volte di Allianz (il doppio rispetto alle 1,5 volte di Axa). E per il futuro?

Per gli analisti di Mediobanca tutta l’attenzione sul vita è mal riposta. «Abbiamo identificato la correlazione tra i flussi in entrata e la differenza nel rendimento offerto dai fondi segregati e i tassi privi di rischio.

Abbiamo individuato quattro scenari in cui abbiamo proiettato i flussi in entrata e i profitti aggiuntivi. Lo scenario più positivo vede una graduale ripresa dei tassi che potrebbe generare 70 miliardi di euro di raccolta cumulata nei prossimi sette anni e 900 milioni di profitti cumulati lordi o una crescita mid single digit degli utili annuali», si legge nella nota di Mediobanca.

Nello scenario di base, che prevede tassi di interesse più bassi a lungo, si calcolano 100 miliardi di euro di raccolta cumulata e 800 milioni di profitti cumulati (crescita mid low single digit). Invece, i due scenari peggiori vedrebbero: il primo 125 miliardi di raccolta e circa 800 milioni di profitti cumulati con una pressione però sulla solvibilità della compagnia; il secondo con un brusco picco dei tassi, uno scenario abbastanza improbabile, un deflusso netto e un rischio rilevante a livello di solvibilità.

«Generali dovrebbe mettere l’m&a di nuovo all’ordine del giorno», osservano alla banca d’affari. «Il segnale importante, per noi, sarebbe il riposizionamento del mix da un calo del margine nel business vita a una rapida crescita nel business danni». (riproduzione riservata)

Mercati

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Mercoledì 6 Aprile 2016

IL LINGOTTO INVESTIRÀ 500 MILIONI DI DOLLARI NELLO STABILIMENTO DI CORDOBA

Marchionne rilancia in Argentina L’obiettivo di Fca è la produzione di un nuovo modello per i mercati sudamericani.

Il piano ha trovato terreno fertile nella volontà delle autorità locali di incentivare gli investimenti di Luciano Mondellini

N

onostante il rallentamento in corso nel mercato sudamericano, Sergio Marchionne continua a scommettere sull’America Latina.

Ieri alla presenza del presidente della Repubblica argentina, Mauricio Macri, l’amministratore delegato di Fca ha annunciato un piano di investimenti da 500 milioni di dollari per lo stabilimento di Cordoba. L’obiettivo è la produzione di un modello totalmente nuovo che sarà costruito solo a Cordoba su una piattaforma modulare e destinato ai mercati del continente sudamericano. Il lancio del nuovo modello è previsto nel secondo semestre 2017 per poi raggiungere il picco delle vendite negli anni successivi.

Il progetto comprende inoltre l’ammodernamento degli impianti e l’applicazione di nuove tecnologie e processi, lo sviluppo dei rapporti con i

Mauricio Macri e Sergio Marchionne

FIAT CHRYSLER 9

fornitori, attività di ricerca e formazione del personale.

Lo stabilimento avrà una capacità produttiva superiore a 100 mila unità l’anno, e adotterà il sistema di produzione World Class Manufacturing che già caratterizza numerosi siti produttivi di Fca nel mondo. Il Lingotto prevede che il modello prodotto a Cordoba incorporerà un maggior numero di componenti prodotti in loco, fino al 50% del totale, con più dell’80% della produzione destinata all’export in altri mercati dell’America Latina.

In par-

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6,44 € -5,01%

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5 gen ’16

errero, Apple e Maserati vincono la sesta edizione dei Randstad Fumane Award, che il secondo player mondiale nei servizi per le risorse consegnerà stasera a Milano, a Palazzo Mezzanotte, alle aziende dove più si desidera lavorare.

Lo studio, commissionato all’Istituto belga Icma e condotto su oltre 200 mila persone in 25 Paesi (nessuna azienda può partecipare volontariamente), ha misurato quanto e perché certe aziende attirano chi cerca lavoro o chi vuole cambiarlo.

In Italia sono stati intervistati nel quarto trimestre 2015 più di 7 mila tra occupati, studenti e non occupati, tra 18 e 65 anni, di 150 aziende con più di mille dipendenti con sede in Italia e attive in 14 settori diversi. La ricerca ha indagato anche la disponibilità alla flessibilità del posto di lavoro, riscontrando grande interesse degli italiani verso lo Smart Working.

quotazioni in euro IERI

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Randstad premia Ferrero, Apple e Maserati

5 apr ’16

ticolare in Brasile, il maggior mercato sudamericano.

Con l’obiettivo di continui miglioramenti di efficienza, la metodologia del Wcm permetterà allo stabilimento di reagire prontamente e con maggiore flessibilità alle oscillazioni

della domanda. Il Wcm si basa sui principi del Just in Time e della multifunzionalità dei lavoratori, e mira alla qualità del prodotto finale indipendentemente dal volume prodotto.

Lo stabilimento adotterà anche la metodologia del work place integration che permette di ottimizzare i processi al fine di garantire un elevato livello di qualità nella fase di montaggio finale del veicolo. Bisogna sottolineare infine che il progetto ha trovato terreno fertile nella volontà del governo argentino di attivare misure volte al miglioramento

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della competitività del settore, quali ad esempio l’eliminazione dei dazi sulle esportazioni di beni industriali e la politica per lo sviluppo di un parco fornitori per l’industria automotive competitivo.

Inoltre, il progetto ha beneficiato inoltre dei piani dei governi provinciali e comunali di Cordoba di inquadrare il progetto nel contesto delle politiche di incentivazione agli investimenti. (riproduzione riservata) Quotazioni, altre news e analisi su www.milanofinanza.it/fca

Mercati

Mercoledì 6 Aprile 2016

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PEUGEOT LANCERÀ 26 MODELLI E PUNTA A UN AUMENTO DEL 6% DEL MARGINE OPERATIVO

Il piano Psa non convince le borse Le stime non soddisfano gli operatori e il titolo del Leone perde il 6,5% trascinando al ribasso il settore intero di Luciano Mondellini

L

a nuova Psa, rilanciata a tempo record dalla cura Tavares, ha presentato ieri il nuovo piano industriale al 2021 con cui la casa transalpina punta di rafforzare la sua posizione nello scacchiere dell’automobile.

Ma gli obiettivi fissati dal ceo Carlos Tavares non solo sono sembrati deludenti alla comunità finanziari, affossando il titolo alla borsa di Parigi (-6,5%), ma hanno inoltre spinto al ribasso tutto le azioni del settore. I broker temono infatti che le stime caute presentate dalla casa transalpina siano rivelatrici di problemi notevoli per il settore nel medio termine.

I TEMI DELLA PROSSIMA SETTIMANA: LUNEDÌ IL PRIMO APPUNTAMENTO. Riforma della Pa

Non a caso l’indice Eurostoxx auto ha perso il 3,9% e Fca ha lasciato sul campo il 5% (a 6,4 euro) a Milano. Nel dettaglio il piano soprannominato Push to pass prevede il lancio nei prossimi cinque anni di 26 modelli di auto, di otto veicoli commerciali e, sul fronte dividendi, un payout ratio del 25% a partire dall’esercizio 2016.

Il piano, spiega una nota, punta a «rispondere alle esigenze di mobilità anticipando i cambiamenti negli usi dell’automobile» e a liberare quindi il potenziale dell’azienda. I nuovi target prevedono un utile operativo del 4% per la divisione auto nel periodo 2016-2018 e un obiettivo del 6% nel 2021. Sul fronte del fatturato si punta a un incremento del 10% tra il 2015 e il 2018, arrivando al 15% entro il 2021. I numeri, però, non hanno incantato gli operatori che si attendevano stime più ambiziose.

A deludere in particolare è stato il target di ebit per il periodo 2016-18 indicato al 4% dei ricavi in termini medi e quindi inferiore a quanto

ottenuto nel 2015 (5%).

Mobyt ipo collocamento istituzionale

Bisogna anche sottolineare che il nuovo piano della casa transalpina è arrivato in anticipo rispetto a quanto preventivato nel 2014, quando l’allora neo ceo Tavares presentò il Back in race dopo che Psa venne nei

algreens Boots Alliance ha chiuso il seW condo trimestre al 29 febbraio con ricavi in crescita del 14% e ha pertanto rivisto al rialzo le guidance per l’intero esercizio anche se i profitti trimestrali sono risultati in calo da 2,04 miliardi a 930 milioni.

Il confronto è però reso complicato dalla plusvalenza di 814 milioni (77 centesimi per azione) generata dall’accordo del 2014 per acquistare le azioni non ancora detenute in Alliance Boots GmbH. Grazie in gran parte al contributo delle acquisizioni, i ricavi sono

saliti a 30,18 miliardi di dollari con le vendite a perimetro costante in salita del 2,2%. Le vendite farmaceutiche, che rappresentano i due terzi del totale, sono migliorate del 3,2%.

Per l’esercizio fiscale al 31 agosto Walgreens prevede un Eps adjusted tra 4,35 e 4,55 dollari, a fronte della precedente stima compresa tra 4,30 e 4,55 dollari e delle attese del consenso poste a 4,48 dollari. L’amministratore delegato, Stefano Pessina, ha sottolineato come la multinazionale stia facendo buoni progressi nel piano volto a mitigare il calo dei rimborsi e il difficile contesto di mercato. (riproduzione riservata)

Il Tesoro Usa mette a rischio fusione Pfizer-Allergan di Rebecca Cardi Carlos Tavares

PSA 16 15

quotazioni in euro IERI

13,71 € -6,5%

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fizer sta analizzando le nuove normative del P Dipartimento del Tesoro degli Usa sulle cosiddette operazioni di «tax inversion» per verificare l’impatto sulla maxi fusione con Allergan.

Ieri il Dipartimento del Tesoro ha varato nuovi limiti eliminando tutti i benefici fiscali e finanziari e mettendo a rischio il progetto di fusione tra Pfizer e Allergan.

L’iniziativa, molto più aggressiva delle attese, renderà più difficile per le aziende spostare la residenza fiscale al di fuori degli Stati Uniti e poi spostare i profitti in Paesi a bassa imposizione. Con le inversioni, una società statunitense sposta la

sua residenza tramite una fusione con una società estera di minori dimensioni.

La nuova società può quindi ridurre l’imposizione fiscale tramite prestiti infragruppo e quindi spostare profitti generati non negli Usa in tutto il mondo e remunerare gli azionisti senza preoccuparsi del fisco statunitense. L’ultima iniziativa dell’amministrazione Obama, la terza nel giro di pochi anni per limitare il ricorso a operazioni del genere, potrebbe addirittura mettere a rischio la fusione da 150 miliardi di dollari tra le due case farmaceutiche, che è previsto venga perfezionata nei prossimi mesi.

Le nuove normative si applicano a tutte le operazioni da completare dopo l’entrata in vigore. (riproduzione riservata)

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fatti salvata dalla bancarotta dall’ingresso nel capitale dello Stato francese e dei cinesi di Dongfeng. Il piano era originariamente quadriennale e puntava al risanamento di Peugeot Citroën entro il 2018. L’ottimo andamento del mercato europeo negli ultimi anni ha contribuito a una più che rapido risanamento e quindi a un nuovo piano industriale che tenesse conto della mutata situazione.

Da ieri, quindi le nuove linee strategiche. Sempre che il tutto non venga rimesso in discussione da una operazione di aggregazione sul tavolo m&a che Tavares non ha negato di poter ideare. (riproduzione riservata) Quotazioni, altre news e analisi su www.milanofinanza.it/psa

Tesla scivola sulle consegne di auto

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