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Produzione meno latte materno ipo

Dall'amore per la terra e per le tradizioni agricole nasce fra tre aziende produttrici di latte d’asina il Consorzio Italiano Latte Asina (CILA).

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Consorzio Italiano Latte AsinaIl Consorzio si pone l'obiettivo di aggregare tutte quelle realtà produttive specializzate nella mungitura di asine da latte e viene costituito fra tre aziende rappresentative dislocate nel Lazio, nell'Abruzzo e nella Puglia. L’intento comune è quello di uniformare e garantire la produzione italiana di questo importantissimo prodotto naturale, con una metodologia rigorosa che garantisca al tempo stesso genuinità e sicurezza.

Il consorzio si pone inoltre l'obiettivo di curare e promuovere la trasparenza ed il contatto diretto produttore/consumatore, favorendo la corretta ed efficace informazione al cliente, circa le caratteristiche peculiari e sul migliore uso del latte d’asina.

Promuove ricerche atte ad evidenziare le caratteristiche del latte d’asina, avvalendosi anche della collaborazione di organismi qualificati quali istituti universitari e altre istituzioni per la ricerca, pubbliche o private, divulgando i risultati delle prove sperimentali effettuate;organizza attività di supporto tecnico alla produzione dei consorziati, a favore del miglioramento igienico sanitario e qualitativo del latte prodotto dai consorziati stessi,cura la formazione degli operatori agricoli per avere uniformità di comportamento.

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Consorzio Italiano Latte AsinaInoltre promuove e realizza iniziative volte a valorizzare, tutelare e diffondere il consumo di latte d’asina e a salvaguardarne le caratteristiche peculiari da ogni abuso, concorrenza sleale e contraffazione,vigila sui consorziati per il rispetto dei regolamenti interni del Consorzio e commercializza in nome e per conto dei consorziati il latte di asina in tutte le sue forme ed in tutti i suoi derivati.

Il consorzio svolge le attività di vigilanza sulla produzione e sul commercio del latte d’asina, sull’uso delle denominazioni, dei marchi e dei contrassegni, per impedire e reprimere abusi o irregolarità a danno degli interessi del Consorzio, dei consorziati e dei consumatori finali. Il disciplinare interno regolamenta tutte le attività dell'allevamento, con un protocollo che garantisce sia il benessere animale e la successiva sicurezza del latte commercializzato.

Grazie a tali metodologie il Consorzio può offrire un prodotto uniforme ogni giorno dell'anno e garantirne inoltre una quantità idonea a rifornire le famiglie che ne facciano richiesta.

Questo protocollo dà la sicurezza di un prodotto certificato e a norma comunitaria. Ad oggi i capi in essere al consorzio sono più di 500 fra fattrici e stalloni ed oltre 210 sono gli ettari per il pascolo dedicato agli animali. Ogni integrazione alimentare è effettuata con il sistema della rintracciabilità e segue rigorosamente il disciplianre del Consorzio.

Il Consorzio è dotato di un organo direttivo che indirizza gli associati e controlla in modo autonomo gli allevatori, affinchè ogni singolo anello della filiera sia testato e garantito per offrire un prodotto ineccepiblie al consumatore finale. Il “Latte d'Asina” è considerato il più simile a quello della donna che allatta.

informazioni nutrizionali

Per tale motivo è diventato un alimento fondamentale nella dieta dei neonati allergici alle proteine del latte vaccino. Proprio per questo è il latte che più si presta nel scongiurare allergie al latte vaccino. Consorzio Italiano Latte AsinaLa sua utilizzazione in campo pediatrico risale già al tempo dei Greci. Per i Romani era una bevanda di lusso. Ippocrate lo raccomandava per ogni tipo di problema: Avvelenamenti e intossicazioni, dolori articolari, cicatrizzazione delle piaghe, ecc...

Georges-Louis Leclerc, conte de Buffon, naturalista e biologo francese, molto noto e stimato nella Francia settecentesca, lo segnala nella sua Storia Naturale.

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All’epoca, e soprattutto a Parigi, vennero impiantate numerose “stalle asinine”, dove le signore eleganti si recavano al fine di ottenere la preziosa bevanda. Arrivando ai giorni nostri dal 1990 c’è stato un risveglio scientifico sull’argomento con una vasta produzione scientifica sia in campo zootecnico, interessando le scuole di Milano, Roma, Parma, Bari, Pisa, Catania, Messina, Palermo e Torino.

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Molti studi hanno infatti chiaramente dimostrato che il latte di Asina, le cui caratteristiche composizionali e organolettiche sono più vicine al latte umano, può costituire intanto l’alimento d’elezione in bambini con allergie alimentari nei primi mesi di vita, spesso refrattari ad altri trattamenti, consentendo allo stesso tempo al neonato la formazione di un normale e completo sistema immunitario. Inoltre alcuni Autori prospettano un ruolo di questo alimento nei processi di osteogenesi, nella terapia dell’arteriosclerosi, nel recupero degli infartuati cardiaci, nei casi di senescenza precoce, nelle diete ipocolesterolemiche.

Consorzio Italiano Latte AsinaPertanto la conoscenza degli aspetti quantitativi e qualitativi della produzione di latte Asinino, oltre a considerarsi essenziale per la stima dei fabbisogni nutrizionali della fattrice e del puledro, potrebbe anche rivestire un notevole interesse pratico ed economico in alimentazione umana, non solo per le età meno protette, e nell’industria farmaceutica, avute presenti le esperienze maturate nei paesi dell’Europa Orientale.

In questa direzione di grande interesse si rivela un quadro puntuale e aggiornato sulle peculiarità dei componentidella frazione lipidica. Qualora il latte materno non sia disponibile, non esiste al momento attuale la formula ideale (così come non vi è consenso internazionale) su quale formula debba essere considerata di prima scelta nella terapia dell’allergia alle proteine del latte vaccino. Questa patologia ha la sua massima prevalenza nell’infanzia, e interessa circa il 3 % dei bambini di età inferiore ai 3 anni.

Rappresenta la più frequente allergia alimentare del lattante. Benché la maggior parte dei bambini allergici alle proteine del latte vaccino acquisisca la tolleranza entro il quinto anno di vita, circa il 15 % dei pazienti mantiene la sua allergia anche nella seconda decade di vita e il 35 % di essi presenta reazioni allergiche anche ad altri alimenti.

Attualmente i sostituti del latte vaccino sono le formule a base di aminoacidi (considerate non allergeniche e indicate nei casi più gravi), gli idrolisati proteici estensivi (derivano dall’idrolisi “spinta” della caseina e/o delle sieroproteine di latte vaccino, e possono essere utilizzati da almeno il 90 % all’interno di trials clinici, dato che possono essere definiti ipoallergenici). Le formule a base di proteine di soia sono indicate nei lattanti di età superiore a 6 mesi, perché la soia fa parte degli allergeni maggiori.

Il latte di bufala e quello di capra possono creare problemi di cross-reattività con altre proteine nascoste in altri alimenti (biscotti).

Come funziona la produzione del latte materno?

Il latte di capra è anche carente di acido folico, vitamine B6-B12 e ferro. Giovanna Conti (Osp. Inf. Regina Margherita di Torino) e Amedeo Conti (CNR-ISPA-Torino) hanno condotto uno studio (pubblicato su Pediatric Allergy Immunology) in vivo e in vitro sul latte di asina.

10 modi infallibili per aumentare la produzione del latte materno

Sono stati trattati 46 bambini. Le ricerche sino ad oggi hanno evidenziato come il latte equino sia più simile al latte materno rispetto a quello vaccino perché è ricco di lattosio e di calcio, e tenori simili in caseine e sieroproteine.

Inoltre è ricco di acidi grassi poliinsaturi a lunga catena (rapporto a omega 6-omega3 simile al latte umano) ,bassa carica di soluti, bassa carica batterica. Il latte di cavalla è di difficile approvvigionamento, mentre quello di asina è facilmente reperibile. Lo studio ha dimostrato che la tollerabilità clinica è stata dell’82,6 % e inoltre si è dimostrato gradevole provocando un buon incremento staturo-ponderale.

Il costo del trattamento è contenuto. I risultati necessitano di ulteriori conferme su una popolazione più generale e di varia provenienza geografica. In altre parole il latte di asina può rappresentare una valida alternativa per quei soggetti pluriallergici, intolleranti alla soia, al riso, agli idrolisati proteici e, per ora, va somministrato solo in ospedale per i controlli di tipo igienico-sanitario. Ottimo sostituto del latte materno, costituisce l’alimento d’elezione per la cura di APLV (Allergie alle Proteine del Latte Vaccino) e PA (Poliallergie Alimentari); inoltre interviene nei processi di osteogenesi L’APLV (o CMPA, cow’s milk protein allergy) coinvolge ogni anno fra il 2% e il 7% della popolazione nazionale di cui circa 15.000 neonati (Iacono G., 2005).

I sintomi: rigurgito, vomito, diarrea, dermatite, stitichezza, ritardo di crescita, rifiuto dell’alimento, asma, shock, broncospasmo, lesioni istopatologiche della mucosa intestinale (simili alla celiachia) di intensità e tipo variabili nel tempo anche nello stesso soggetto (patomorfosi). A causa di ciò sono frequenti le difficoltà diagnostiche all’esordio e nel follow-up: in particolare eventuali errori dietetici devono essere sempre sospettati alla comparsa di uno o più sintomi di quelli sopra elencati in un soggetto con diagnosi di APLV o PA.

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Nei lattanti affetti da APLV la sospensione della somministrazione del latte vaccino porta di solito alla scomparsa dei sintomi; tuttavia in alcuni pazienti la reazione allergica si può estrinsecare anche nei confronti di altri alimenti talvolta impiegati come sostituti del latte vaccino configurando così il quadro delle poliallergie alimentari (PA).

Le poliallergie alimentari sono spesso difficili da trattare: l’eliminazione dalla dieta di più alimenti, se non correttamente bilanciata dall’assunzione di alimenti alternativi, può infatti portare a malnutrizione e quindi ad arresto dell’accrescimento.

Latte materno: come aumentare la produzione e come conservarlo?

Consorzio Italiano Latte AsinaCure spesso inefficaci. Il trattamento razionale delle allergie alimentari in generale prevede l’esclusione dalla dieta del latte, dei suoi derivati e di tutti gli alimenti contenenti proteine del latte vaccino. Tuttavia le esigenze alimentari del bambino nei primi due anni di vita sono soddisfatte proprio dall’apporto di latte e dei suoi derivati: è con tali alimenti, difatti, che il bambino soddisfa il 50% del suo fabbisogno energetico e nutrizionale (specie per quanto riguarda il fabbisogno in calcio).

Se dunque è indispensabile la totale eliminazione del latte vaccino e dei suoi derivati dalla dieta del bimbo allergico, è altrettanto indispensabile poter disporre di alimenti sostitutivi, di un " latte " dotato di: - caratteristiche nutrizionali adeguate; - palatabilità, ossia di sapore gradevole; - costo tale da renderlo fruibile ai più; - ipo- o anallergenicità.

A questa obiettiva esigenza l'industria risponde con gli idrolisati spinti di proteine o delle formule di aminoacidi o formule a base di proteine di soia. Si tratta di alimenti che contengono proteine di latte bovino o di soia “frantumate”, tanto da riuscire difficilmente riconoscibili da parte del sistema immunitario. Gli esiti di questo trattamento sono a volte alterni: consueta la scarsa compliance per il gusto poco gradito, i costi gestionali elevati, ed il pericolo persistente di manifestazioni allergiche gravi del tipo Ig-E anche verso questi alimenti ritenuti “sicuri”.

In questi casi il trattamento rappresenta un problema di difficile soluzione al punto che si è reso necessario cercare alimenti alternativi. Consorzio Italiano Latte AsinaLa soluzione. Alcuni autori hanno studiato la possibilità di usare latte di altri mammiferi, quali bufala, capra, pecora, cavalla, asina e cammella.

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I primi tre non sono utilizzabili in quanto le proteine in essi contenute sono molto simili al latte vaccino, inoltre il latte di pecora e capra è squilibrato da un punto di vista nutrizionale. I primi dati sul latte di cavalla e cammella sono interessanti ma in Italia vi sono difficoltà di approvvigionamento. Per quanto riguarda il latte d'asina, invece, si è tentato il suo utilizzo a scopo terapeutico, con discreto successo.

Aumento della produzione di latte materno

L'utilizzo di latte d'asina a scopo terapeutico, tuttavia, è stato ostacolato da alcuni fattori: difficoltà a reperire l'alimento, garantirne la continuità d'erogazione, riluttanza all'uso da parte dei genitori, eventuale rifiuto da parte dei bambini per scarsa palatabilità, rischio medico legale legato alla somministrazione di dieto-terapia non convenzionale, potenziale rischio infettivo legato alla dubbia igiene dell'alimento proveniente da animali non controllati per l'alimentazione umana.

Superati questi ostacoli, i primi tentativi sono stati coronati da successo ed hanno dimostrato che il latte d'asina è da considerarsi una valida alternativa al latte in polvere in quanto il suo contenuto in lipidi (elevati livelli di acido linoleico e linolenico) e in proteine (ridotta quantità di caseine) lo molto simile al latte umano.

Tali caratteristiche, assieme all’elevato contenuto di lisozima e lattosio, rendono il latte d’asina un valido e sicuro alimento per i bambini lattanti affetti da allergia al latte di vacca e ai suoi derivati, e inoltre garantisce curve di crescita sovrapponibili a quelle che si possono raggiungere con altre formule presenti in commercio (Iacono G. et al., 2006).

Ingredienti

Il profilo ipolipidico, con esplicito riferimento ai grassi insaturi, (abili riparatori delle complesse membrane proprie delle cellule nervose), alle siero-proteine (facilmente assimilabili e potenziatrici del sistema immunitario); alle vitamine e al lattosio (importante nel favorire l’assorbimento di Ca), rendono il latte d’asina particolarmente indicato anche nell’alimentazione degli anziani.

Inoltre un’assunzione regolare di latte d’asina, in virtù del suo alto contenuto di acidi grassi polinsaturi, svolge un’azione preventiva a riguardo dei distretti cardiocircolatori, impedendo la formazione di placche aterosclerotiche e riducendo quindi i rischi di cardiopatie dovute ad aumenti pressori del flusso ematico ed all’insorgenza di infarti.

Così come un tempo, le donne oggi ricercano questo prodotto per detergere e idratare la cute rendendola morbida ed elastica; inoltre i suoi preziosi acidi grassi, ripristinando e proteggendo le membrane delle cellule cutanee, svolgono un’efficace azione antiossidante. Il complesso multivitaminico (A, B, C, E) blocca e allontana i cataboliti del metabolismo cellulare proprio della cute e avvia un’azione epitelio-protettrice.

Composizione: come è fatto il latte materno? Calorie e valori nutrizionali.

Quanto al lisozima, esso attenua gli stati flogistici della cute e del cuoio capelluto. Al fine di esaltare le capacità detergenti e idratanti la cosmetica ha realizzato delle formulazioni quali saponi e creme, tuttavia il modo per beneficiare a pieno di queste proprietà è quello di usare il latte d’asina tal quale, poiché alcuni dei processi fisici, meccanici e chimici, propri delle preparazione cosmetiche, possono alterarlo.

Grazie alla certezza del nostro operato, siamo oggi in condizione di poter offrire nel mercato italiano ed europeo, un latte sicuro e garantito. Ad oggi infatti il nostro prodotto è a marchio CE e quindi garanzia di un prodotto alimentare a norma comunitaria.

Questa certificazione apre nuovi orizzonti al latte di asina che fino ad oggi è stato un prodotto rilegato ad una nicchia di mercato ristretta. Il latte di asina, potrà essere commercializzato sia direttamente al consumatore finale, come avveniva fino ad oggi, ma anche in ogni esercizio pubblico comprese le farmacie ed i rivenditori specializzati.

Consorzio Italiano Latte AsinaL'ottenimento del bollo comunitario, ha visto i nostri allevatori impegnati in uno sforzo ulteriore verso la sanità del latte, poiché per ottenere questa certificazione, tutte le aziende consorziate hanno ottenuto una specifica autorizzazione ASL, l'approvazione di un manuale di autocontrollo e di rintracciabilità, oltre a garantire il latte per ogni fase di lavorazione.

Tutti i centri di raccolta sono autorizzati dalle ASL competenti ed ogni spostamento del latte è certificato per il mantenimento della catena del freddo.

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Ricordiamo a tutti i clienti che in ottemperanza alle direttive europee, ogni singola confezione di latte è etichettata con la dicitura del trattamento termico effettuato, della data di scadenza e del numero identificativo per le autorizzazioni sanitarie. Il consorzio garantisce la rintracciabilità su ogni singola confezione. Tutti gli animali in carico al consorzio, sono muniti di microchip sottocutaneo, per poter individuare senza alcuna incertezza la produzione giornaliera, semestrale ed annuale.

Ulteriore garanzia è la provenienza rigorosamente italiana dei capi nei singoli allevamenti.

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Tutti gli animali sono inoltre indenni da malattie virali e rientrano in un apposito piano di autocontrollo sanitario. Le analisi di routine effettuate sul latte di massa sono volte a ricercare l'eventuale presenza di listeria monocytogenes, salmonella spp, e.coli 0157, campylobacter termotolleranti, staphylococcus aures ed enterobatteriacee.

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Il limite di carica batterica totale per legge è fissata in 1.500.000 ufc/ml, al contrario in tutti i nostri allevamenti si adotta il limite critico in 500.00 ufc/ml a livello cautelativo per garantire maggiore sicurezza nel latte prodotto. Consorzio Italiano Latte Asina Tutti gli operatori nelle varie stalle sono tenuti ad ottemperare al dettato del regolamento comunitario 852 del 2004 ed al pacchetto igene regolamentato dall'853 del 2004.

I valori limite accettati nei piani aziendali sono di CBT 37° < 20Ufc/ml, di CBT 22° < 100 Ufc/ml e di assenza totale in 100/ml di coli fecali e enterococchi. Al fine di garantire un prodotto omogeneo in ogni fase di mungitura per tutto l'anno, la determinazione della percentuale di grasso, proteine, Cs, Rsm, lattosio e crioscopia vengono effettuate analisi ripetitive che devono rientrare nei parametri previsti dal disciplinare per non incorrere in azioni correttive e/o ammonimenti.

I piani HACCP presenti negli allevamenti, prevedono screaning sanitari con analisi certificate dagli Istituti Zooprofilattici di competenza e quindi sia gli animali che il latte prodotto vengono analizzati e controllati da laboratori statali accreditati.